River to river. Florence indian film festival
FST Mediateca Toscana Film Commission raccoglie presso
il proprio archivio e offre alla consultazione del pubblico alcune
delle opere più significative che dal 2001 hanno partecipato
a RIVER TO RIVER. FLORENCE INDIAN FILM FESTIVAL
rassegna annuale dedicata alla cinematografia di qualità
di India, Bangladesh, Nepal, Pakistan, Sri Lanka.
Le opere premiate al River to River edizione 2009:
[Catalogo Mediateca] A Heaven on Earth di Deepa Mehta (vincitrice sezione lungometraggi)
[Catalogo Mediateca] Topi di Arjun Rihan (vincitrice sezione cortometraggi)
[Catalogo Mediateca: D8826 DVD 1298] Children of God di Yi Seung-jun (vincitrice sezione documentari)
Le opere premiate al River to River edizione 2008:
[Catalogo Mediateca: 8571]
Amal di Richie Mehta (vincitrice sezione lungometraggi)
[Catalogo Mediateca: 8572]
Funerailles di Subarna Thapa (vincitrice sezione cortometraggi)
[Catalogo Mediateca: D8297]
Super30 di Christopher Mitchell (vincitrice sezione documentari)
[Catalogo Mediateca: 8570]
Ocean of Pearls di Sarab Neelam (menzione speciale sezione lungometraggi)
Le tre opere vincitrici del River to River edizione 2007:
[Catalogo Mediateca: 8218]
Maati Maay (A Grave-keeper's Tale) di Chitra Palekar, marathi - sott. italiano e inglese
98’, col., 35mm., India, 2006 (lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: 8217]
Saving Mum and Dad di Kartik Singh, inglese, 15’, col., dv, Francia, 2007 (cortometraggio)
[Catalogo Mediateca: D7913]
Sotto il cielo di Ahmedabad di Francesca Lignola e Stefano Rebechi, inglese e gujarati
35’, col., dv, Italia, 2007 (documentario)
Le tre opere vincitrici del River to River edizione 2006:
[Catalogo Mediateca: 7965]
Infinite Justice di Jamil Dehlavi, inglese, 95’, col., dv, Pakistan-UK, 2006 (lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: D7737]
Dog di Daniel Lang, hindi e bengali - sott. inglese, 9’, col. & b/n, dv, Germania, 2006 (cortometraggio)
[Catalogo Mediateca: D7738]
I for India di Sandhya Suri, hindi e inglese, 70’, col. & b/n, dv, UK-Italia-Germania, 2005 (documentario)
Il meglio delle scorse edizioni:
[Catalogo Mediateca: 7916]
Split Wide Open di Dev Benegal,
inglese, 104’, col., India, 1999 (lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7908]
Everybody Says I'm Fine di
Rahul Bose, inglese, 103’, col., India, 2001 (lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7909]
A Very Very Silent Film di
Manish Jha, senza dialoghi, 5’, col., India, 2002 (cortometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7910]
Mr. and Mr. Iyer di Aparna
Sen, inglese, 120’, col., India, 2002 (lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7911]
The Bypass di Amit Kumar, senza
dialoghi, 16’, col., India, 2003 (cortometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7912]
Waisa bhi hota hai - Shit happens di Shashanka Ghosh, hindi-sott.inglese, 115’, col., India,
2003 (lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7913]
System of Units di Richie Mehta,
inglese, 22', col., Canada, 2004 (cortometraggio)
[Catalogo Mediateca: D7682]
Dhobigat di Giorgio Garini,
inglese, 47', col., Svizzera-Italia, 2004 (documentario)
[Catalogo Mediateca: 7914]
Sof Haolam Smola - Turn Left at the End
of the World di Avi Nesher, ebraico, inglese, francese
e marocchino-sott. Inglese, 108’, col., Israele-Francia, 2004
(lungometraggio)
[Catalogo Mediateca: 7915]
6ft. in 7.min. di Rafael Del
Toro, inglese, 15’, col., dv, USA, 2005 (cortometraggio)
[Catalogo Mediateca: D7683]
Between the Lines di Thomas
Wartmann, hindi e inglese, 95’, col., 35mm., Germania, 2005
(documentario)
Con un click su ciascun titolo si accede
ad una scheda il cui contenuto è stato curato dalla direzione
del festival.
L'edizione 2010 di River to River si svolgerà a Firenze nel mese dicembre
Sul web:
http://www.rivertoriver.it
Heaven
Chand, una giovane donna, viaggia dall’India al Canada per sposare Rocky, un uomo mai incontrato prima. Il sogno di una nuova vita si tramuta però in un incubo, quando il matrimonio con Rocky e il rapporto con la sua famiglia assumono i contorni di una frastornante spirale di caos e dolore. Chand si rincuora nell’amicizia di Rosa, una scaltra giamaicana che lavora con lei presso una lavanderia. Rosa le regala una radice magica e le assicura che Rocky si innamorerà di lei. L’esperimento le apre le porte di un mondo parallelo tra fantasia e realtà. La vita di Chand inizia ad avere i riflessi di una fiaba indiana coinvolgendo un re Cobra. Nel momento in cui le linee tra fantasia e realtà si sovrappongono, Chand e Rocky si trovano a doversi confrontare tra di loro e con se stessi.
Chand, a young woman, travels from India to Canada to marry Rocky, a man she has never met before. But her dream of a new life turns into a nightmare, when her marriage to Rocky and the relationship with his family plunge into a dizzying spiral of chaos and pain. Chand finds consolation in her friendship with Rosa, a shrewd Jamaican she works with at a laundrette. Rosa gives her a magic root and assures her that Rocky will fall in love with her. The experiment opens the gates to a parallel world, hanging somewhere between fantasy and reality. Her life gradually begins to mirror an Indian fable involving a King Cobra. As the lines between fantasy and reality converge, Chand and Rocky come face to face with each other and themselves.
Il regista: Deepa Mehta
Deepa Mehta ha iniziato la carriera cinematografica scrivendo sceneggiature di film per bambini e documentari in Canada. Nel 1991 ha prodotto e diretto il suo primo film, Sam & Me, vincendo la Caméra d’Or a Cannes. È la regista di diversi film che hanno ottenuto riconoscimenti a livello internazionale, quali la trilogia Fire, Earth e Water, nominato all’Oscar.
Deepa Mehta began her film career writing scripts for children's movies and documentaries in Canada. It was in 1991 that Mehta produced and directed her first feature film, Sam & Me, which won the Caméra D'Or at the 1991 Cannes Film Festival. She is the director of several prestigious multi-awarded feature films, among which the trilogy Fire, Earth and Water, which got an Oscar nomination.
Topi-The cap
Ispirato ad una storia vera ambientata nel 1947 durante la divisione britannica dell’Impero indiano tra India e Pakistan, Topi racconta l’incontro tra due sconosciuti in una stazione ferroviaria. Bir, un bambino di religione hindu, sta aspettando con la madre di salire su un treno per l’India quando una violenta serie di eventi li separa. Smarritosi nel mezzo di uno scontro religioso, Bir si imbatte in un anziano mussulmano che lo aiuterà a ritrovare la madre e a salire sul treno.
Inspired by a true story and set during the British partition of the Indian Empire in 1947, into India and Pakistan, Topi depicts an encounter between two strangers in a train station. Bir, a Hindu boy, is waiting to board a train from Pakistan to India with his mother, when a violent turn of events separates them. Lost in the middle of a religious riot he meets an old Muslim man that will help him to find his mother and to take the train.
Il regista: Arjun Rihan
Nato a Pune in India, Arjun Rihan si è laureato all’Università di Stanford in Informatica ed Economia. Ha recentemente terminato un Master della John C. Hench Division in Animazione ed Arti Digitali all’Università del Sud della California e Topi è il film che ha presentato per la sua tesi. Attualmente sta svolgendo uno stage presso la Pixar Animation Studios.
Originally from Pune, India, Arjun Rihan studied Computer Science and Economics as an under graduate at Stanford University. He recently graduated with a Master of Fine Arts from the John C. Hench Division of Animation & Digital Arts at the University of Southern California and Topi is his thesis film. He is currently a camera staging Artist at Pixar Animation Studios.
Children of God
Pashupatinath in Nepal è un territorio sacro agli induisti che quotidianamente, nel crematorio sulle rive del Bagmati, compiono i loro rituali funebri bruciando i corpi dei morti. Quando i cadaveri vengono lasciati andare nel fiume, i bambini si gettano nelle acque tentando di recuperare le monete lasciate nei corpi ormai inceneriti.
Pashupatinath, Nepal, is the largest sacred ground for Hindus. At the crematory near the Bagmati river, they perform a daily ritual that involves burning the bodies with fire. As the fire and ash rise up from the cremation site, children swim in the river looking for coins or money that was left with the burned bodies.
Il regista: Yi Seung-jun
Yi Seung-jun è nato nel 1971. Si è diplomato al Department of Asian History della Seul National University. Attraverso documentari e programmi tv, Seung-jun racconta da sempre storie di persone che vivono ai margini della società. Ha recentemente vinto il NETPAC con il suo documentario Children of God.
Yi Seung-jun was born in 1971. He graduated from the Department of Asian History at the Seul National University. Seung-jun has portrayed stories of the neglected class through independent documentaries and tv programs. He has recently won the NETPAC (Network for the Promotion of Asian Cinema) award for his documentary Children of God.
Amal
Il film traccia il ritratto di un’India contemporanea che prende forma lungo le strade di Delhi attraverso gli occhi di Amal, un giovane autista di rickshaw. Nonostante la sua vita sia semplice e caratterizzata da scarse disponibilità economiche, Amal è una persona serena e generosa. Un giorno si imbatte in un eccentrico miliardario, G.K. Jayaram che, afflitto dalle delusioni di una vita lussuosa, vagabonda per le strade della città alla ricerca delle ultime tracce di umanità. Profondamente toccato dall’onestà e dal buon cuore di Amal, Jayaram riscrive il suo testamento. Girata a Nuova Delhi, questa favola moderna esplora il concetto di successo rivelando che a volte coloro che appaiono come i più poveri in realtà potrebbero essere i più ricchi.
hindi e inglese, 104’, col., India-Canada, 2007
sceneggiatura Richie Mehta, Shaun Mehta
fotografia Mitchell T. Ness
montaggio Stuart A. McIntyre
musica Dr. Shiva
interpreti Rupinder Nagra, Koel Purie, Naseeruddin Shah
Il regista: Richie Mehta
Richie Mehta ha consolidato negli anni la propria carriera di regista sotto la guida di personalità leggendarie dell’industria cinematografica quali Wim Wenders, Shekhar Kapur e Brian DePalma. I film finora diretti da Mehta, Amal e System of Units, sono stati presentati, ottenendo numerosi riconoscimenti, a festival cinematografici internazionali quali il Montreal International Film Festival e il London International Film Festival.
Super 30
Ogni anno, la Ramanujan School of Mathematics di Patna seleziona trenta ragazzi e li prepara al concorso per entrare nel prestigioso Istituto Indiano di Tecnologia. Questo film segue gli ultimi super 30, dalla selezione iniziale di settembre 2006, fino alla pubblicazione dei risultati nel maggio del 2007.
inglese, 59’, col., UK, 2008
fotografia S Kumar
montaggio Saadi Haeri
musica Chris Johnstone
Il regista: Christopher Mitchell
Christopher Mitchell è un premiato sceneggiatore, regista e produttore di documentari televisivi. Dirige la casa di produzione indipendente ORTV. Ha studiato ad Oxford e dal 1988 ha lavorato da regista indipendente, con un interesse particolare nei confronti del subcontinente indiano e il medio oriente. Super 30 è il suo ultimo lavoro.
Funérailles
In un piccolo villaggio del Nepal, il mugnaio muore prematuramente. Gli abitanti devono provvedere alla sua sepoltura, ma sono presenti soltanto anziani, donne e bambini. Gli anziani sono troppo deboli per trasportare il suo corpo nel luogo di sepoltura, mentre alle donne non è permesso toccare il cadavere. Ma soprattutto, non c’è nessuno della sua casta che possa occuparsi del funerale.
nepalese - sott. inglese, 20’, col. e b/n, Francia-Nepal, 2007
sceneggiatura Christine Riche, Subarna Thapa
fotografia Romain Winding
montaggio Jeanne Oberson
musica Aavaas Aavaas
interpreti Chandra Dev Limbu, Bipana Thapa
Il regista: Subarna Thapa
Subarna Thapa è nato nel 1973 a Kathmandou. Vive in Francia da alcuni anni, dove ha preso parte ad uno stage diretto da Ariane Mnouchkine presso il Théâtre du Soleil e a La Fémis. Come attore ha lavorato per il cinema, la televisione e il teatro. Come aiuto regista ha lavorato sul lungometraggio Numafung, sul video The Wounder e sulla serie televisiva Bitéka Koura. Funérailles è il suo primo cortometraggio.
Ocean of Pearls
Amrit Singh è un medico proveniente da una famiglia tradizionale sikh residente a Toronto. Durante una conferenza gli viene offerto un lavoro prestigioso a Detroit in un centro medico all’avanguardia specializzato nel trapianto di organi. Amrit accetta, lasciando la famiglia e la fidanzata Smita, ma a Detroit una serie di eventi lo portano a mettere in discussione i suoi valori e la sua tradizione. Si trova ad affrontare le ingiustizie del sistema sanitario statunitense e i profondi pregiudizi verso coloro che non si conformano al contesto culturale ed etnico dominante. Nel tentativo di entrare a far parte del suo nuovo ambiente sociale e professionale, Amrit decide di mettere da parte i suoi precetti religiosi tagliandosi i capelli e abbandonando il turbante. Quando però si rende conto che per sostenere la propria carriera è necessario passare sopra se stessi in maniera sempre più profonda, comincerà a riconsiderare la sua scelta.
inglese, 97’, col., Usa, 2008
sceneggiatura V. Prasad
fotografia Lon Stratton
montaggio Jason Stewart
musica Pinar Toprak
interpreti Omid Abtahi, Todd Babbock, Ron Canada, Dennis Haskins, Heather McComb, Ajay Mehta, Rena Owen, Navi Rawat, Brenda Strong, KT Thangavelu
Il regista: Sarab S. Neelam
Sarab S. Neelam ha trascorso i primi dieci anni della sua vita in India. Successivamente si è trasferito insieme alla famiglia a Toronto, dove ha studiato medicina. Nonostante i suoi studi e la sua professione, Neelam non ha mai smesso di coltivare la passione per il cinema. Ocean of Pearls, ispirato alle vicende autobiografiche del regista, è il suo primo film.
Maati Maay (A Grave-keeper's Tale)
Maati Maay è la storia di una madre intrappolata tra necessità emotive e doveri prescritti dal sistema sociale. Chandi è una giovane e bella donna appartenente ad una casta subalterna la cui famiglia si occupa da generazioni di un cimitero per bambini. Quando il padre muore, non essendoci altri uomini in famiglia, Chandi eredita il suo lavoro che compie con l'orgoglio e la dedizione riservati a ciò che si considera sacro. Dopo la nascita di suo figlio, Chandi inizia ad essere emotivamente turbata dalla morte dei bambini. Questo la porta da un lato a desiderare di abbandonare il suo lavoro e dall'altro a sentirsi profondamente in colpa per questo. Né il marito né i suoi compaesani comprendono il suo malessere, e quando alla fine Chandi trova il coraggio di ribellarsi, viene severamente punita. Anni dopo, suo figlio cercherà di renderle giustizia sfidando il sistema.
Il regista
Chitra Palekar ha studiato economia al St. Xavier's College e presso l'università di Mumbai, dove ha conseguito un master. Ha iniziato la sua carriera artistica prima come attrice e poi come regista nel teatro di avanguardia di Mumbai. Nel cinema ha lavorato in svariati ruoli: attrice, produttrice e sceneggiatrice. Maati Maay è il suo primo film da regista.
sceneggiatura
Chitra Palekar
fotografia
Debu Deodhar
montaggio
Hemanti Sarkar
musica
Bhaskar Chandavarkar
interpreti
Nandita Das, Atul Kulkarni, Kshitij Gavande
Saving Mum and Dad
Ai compagni di classe del piccolo Ravi Malhotra di appena otto anni viene insegnato che chi non crede in Gesù finisce all'Inferno. Sapendo che i suoi genitori non sono cristiani, Ravi va incontro ad una grande e difficile sfida: salvare la sua mamma e il suo papà.
Il regista
Kartik Singh è nato a un centinaio di miglia da Kansas City e ha trascorso gli anni della sua formazione scolastica interpretando prose e musical. Nel 1996 si è trasferito in Francia per seguire gli studi di regia alla Sorbonne. Ha già diretto otto cortometraggi e una trentina di promo e spot. Attualmente, da sceneggiatore, collabora per la rete inglese Blue Hippo Media di Birmingham. Saving Mom and Dad è basato sulle storie della sua infanzia.
sceneggiatura
Kartik Singh
fotografia
Christophe Larue
montaggio
Louise de Prémonville
musica
Denis Volte, Olivier Tshimanga
interpreti
Aditya Bhagirath, Nirupama Nityanandan, Kartik Singh, Joachim Staaf
Sotto il cielo di Ahmedabad
Ogni anno, milioni di piccoli aquiloni riempiono di colori il cielo di Ahmedabad. È l'inizio del Makar Sankranti, una festa religiosa che nel corso del tempo si è trasformata in una delle più straordinarie competizioni di massa del mondo. Ad Ahmedabad, migliaia di famiglie sopravvivono grazie alla fabbricazione degli aquiloni. Ma che fine fanno i tanti aquiloni caduti a terra durante i volteggi aerei?
Il regista
Registi indipendenti, Lignola e Rebechi hanno realizzato documentari e reportage per le reti Rai, La7 e diversi canali via satellite.
Lignola ha lavorato a quattro edizioni del programma de La7 “Altra Storia”.
Rebechi si è invece occupato di video arte, realizzando video installazioni, spettacoli multimediali e live performance, tenendo anche un corso di regia del documentario alla facoltà di Scienze della Comunicazione all'Università di Roma.
sceneggiatura
Francesca Lignola, Stefano Rebechi
fotografia
Stefano Rebechi
montaggio
Francesca Lignola
musica
AA. VV.
Infinite Justice
Infinite Justice è la storia di due uomini coinvolti nel conflitto più drammatico dei nostri tempi, la guerra al terrorismo. Arnold Silverman è un giornalista investigativo ebreo-americano che sta individuando le fonti di finanziamento del network di Al-Qa’eda. È mosso da una ragione personale: sua sorella lavorava al 99° piano del World Trade Center e il suo corpo non è mai stato trovato. In parallelo, l’acquisizione di una coscienza politica da parte di Kamal, un anglo-pakistano di prima generazione studente alla London University. Nel tentativo di infiltrarsi tra i terroristi, Arnold si reca in Pakistan dove incontrerà Kamal che intanto si è unito ad un gruppo fondamentalista.
Il regista
Jamil Dehlavi è un regista indipendente di origini franco-pakistane. Dopo aver intrapreso gli studi di legge a Oxford, lavora prima al Lincoln’s Inn per poi preferire una carriera nel cinema a quella legale. Studia cinema alla Columbia University di New York, e gira il suo primo lungometraggio, Towers of Silence (1975); presentato a numerosi festival, il film ha vinto il Gran Premio al Festival delle Americhe.
Dog
Una domanda antica quanto l’uomo: che cosa ci succede dopo la morte?
“Io, il regista Daniel Lang, ho trovato la risposta a questa domanda. Il film mostra la mia morte precoce durante un viaggio a Calcutta. Muoio e mi reincarno per l’esattezza in un cane di strada. E a peggiorare le cose, io detesto i cani!”
Il regista
Daniel Lang, nato in Bavaria, Germania, da ragazzo ha vissuto tre anni in Australia. Successivamente si è trasferito in Gran Bretagna dove si è laureato con lode in film e arte drammatica all’Università di Reading nel 2001. Il suo primo cortometraggio è Stigma del 2000, e il suo primo film in 16mm. è Describing Time del 2002. Nel 2003 ha diretto un altro film in 16mm., I am a Traditionalist - Sepp Maier.
I for India
Nel 1965 Yash Pal Suri lascia l’India per la Gran Bretagna. La prima cosa che fa al suo arrivo è acquistare due cineprese Super-8. Una la manda alla sua famiglia in India, l’altra la tiene con sé: per quarant’anni la utilizza per raccontare la sua nuova vita all’estero. Intanto, dall’India, i suoi familiari a loro volta rispondono con le loro altrettante cine-lettere.
Il regista
Il primo film di Sandhya Suri, Safar, è stato premiato in numerosi festival internazionali. Attualmente residente a Londra, Suri ha vissuto in Germania, India e Giappone, oltre a lavorare su diversi progetti in Africa, Sud America e Polinesia. I for India è il suo primo documentario della durata di un lungo.
Split Wide Open
Kut Price, altrimenti noto come KP, cerca di farsi strada nel difficile
mondo del commercio dell'acqua potabile, vendendo quella di cisterna
ai poveri e l'Evian ai ricchi. Didi, la sorella adottiva di KP,
a soli 10 anni vende invece fiori per strada ed attende un miracolo
che la sottragga al suo destino. Leela, una giovane studentessa,
scopre gli indicibili segreti del suo ricco e premuroso padre. Nandita
è invece una ragazza in carriera, recentemente tornata da
Londra dove ha trascorso gli anni della formazione, che conduce
un seguitissimo reality show alla televisione nel quale le persone
comuni confessano i segreti della loro vita sessuale. Nell'isola-città
dove la guerra per l'acqua è un destino quotidiano, la sessualità
repressa si intreccia alla lotta per la sopravvivenza, in un luogo
dove per una ragazzina di 10 anni è difficile distinguere
tra l'ospitalità e l'abuso. Benvenuti a Bombay 2000, la città
degli estremi dove globalizzazione è la parola chiave. Le
musiche del film sono di Nitin Sawhney.
Il regista
Dev Benegal nasce a Nuova Delhi nel 1960, nello stesso giorno in
cui 65 anni prima i fratelli Lumière proiettavano il primo
film. Negli anni della formazione, cresce nei cinema di Delhi nutrendosi
di film americani e inglesi. Dopo aver lavorato con il più
grande regista indiano di cinema indipendente, Shyam Benegal, condividendo
i set dei film Kalyug, Arohan, Mandi e dell'intenso documentario
su Satyajit Ray, Benegal produce e dirige dal 1985 documentari e
cortometraggi premiati in festival indiani ed internazionali. Successivamente,
trascorre due anni al Dipartimento di Studi Cinematografici della
New York University, conducendo studi sulle tecniche digitali audio
e video, lavorando come sound designer per film indipendenti. English,
August è il suo primo lungometraggio, seguito dall'acclamato
Split Wide Open. Benegal sta attualmente lavorando alla realizzazione
del suo terzo film Ravan & Eddie, tratto dal romanzo omonimo di
Kiran Nagarkar, e sta anche collaborando con l'autore Amitav Gosh
ad un lungometraggio sul navigatore arabo Ahmad Ibn Majid e sull'esploratore
Vasco de Gama nel loro viaggio alla scoperta dell'India.
Everybody Says I'm Fine!
Everybody Says I'm fine! comincia e finisce "Da Xen",
un coiffeur di alto rango in uno dei sobborghi più alla moda
di Bombay. I televisori sono costantemente sintonizzati su Mtv e
personaggi della gossip society escono da auto lussuose per farsi
tagliare, colorare e mettere in piega i capelli da Xen. Esercitando
la sua arte sulle teste dei suoi affezionati clienti Xen legge anche
tra i loro pensieri, un talento che Xen possiede da quando ha assistito
al cruento incidente in cui sono morti i genitori. Attraverso le
capacità di Xen entriamo nei pensieri più segreti
di 7 persone: la ricca e mondana Tania Ruia, lo zar dell'industria
Mittal, la sciocca e sexy 25enne Nikita, le due pimpanti liceali
Tina e Bobby, l'attore-ballerino Rage e lo stesso Xen, 28enne dolce,
introverso e solitario. Attraverso i pensieri letti da Xen, le apparenze
sociali e mondane di queste persone insospettabili crollano inesorabilmente,
mentre il film entra nelle vite dei personaggi amplificandone le
gesta all'interno del salone di coiffeur. La TV si riempie di video
clip, le chiacchiere invadono il locale e la vita sembra essere
gioiosa, mentre tutti dicono: "I'm fine". Le musiche del
film sono dirette da Zakir Hussain.
Il regista
Come attore protagonista, il 33enne Rahul Bose non è certo
un volto nuovo nel panorama internazionale del cinema di qualità.
Il suo curriculum include, tra gli altri, il ruolo principale nei
due grandi successi di Dev Benegal, English, August e Split Wide
Open, e la partecipazione al fortunato Bombay Boys, diretto nel
1996 da Kaizad Gustad. Molti film interpretati da Rahul Bose hanno
partecipato ad importanti festival internazionali, tra i quali:
Toronto, Londra, New York, Vancouver, Tokyo, Venezia e Firenze.
Lo scorso anno Bose è stato premiato come migliore attore,
nella categoria Film Asiatici, al Festival Internazionale del Cinema
di Singapore. Con Everybody Says I'm fine!, Bose firma per la prima
volta sceneggiatura, dialoghi e regia, in un film caratterizzato
dalla sua incisiva personalità e dal suo talento visionario.
Zakir Hussain ha composto e diretto le musiche del film.
A Very Very Silent Film
A Very Very Silent Film narra delle donne senza fissa dimora che
popolano lo stato indiano del Bihar, e del ruolo della sessualità
nelle loro misere vite. Per queste donne la vita è stata
soltanto una sequenza di giorni segnata dallo sfruttamento, fisico
e mentale. "Per fortuna" è arrivato per loro un
momento in cui non potranno più essere sfruttate. Ma forse
ci sbagliamo. A Very Very Silent Film ha vinto il Premio della Giuria
per il miglior cortometraggio al festival di Cannes 2002.
Il regista
Chi è Manish Jha? A 23 anni, Jha è uno dei più
giovani registi a cui sia capitato di vincere un premio al Festival
di Cannes, edizione 2002, con A Very Very Silent Film. Jha è
nato nello stato di Bihar, nell'India Centrale, e si è diplomato
a Nuova Delhi, arrivando più tardi a Bombay per inseguire
la sua passione per il cinema. "Le persone mi scoraggiano.
Mi raccontano di come sia difficile fare un film in un'età
così giovane", dice Jha, che ha comunque deciso di rincorrere
il suo sogno; eccolo quindi pronto per un altro film sulla società
indiana. Il regista sta lavorando al suo primo lungometraggio.
Mr. and Mr. Iyer
A bordo di un autobus ci sono Meenakshi Iyer con il suo figlioletto
di undici mesi e un fotografo appena conosciuto a cui è affidata
la responsabilità di aiutarla nel viaggio. Tutti, sull'autobus,
pensano che i due siano una coppia - Mr. and Mrs. Iyer. All'inizio
il viaggio sembra essere piacevole: fra un gruppo di persone provenienti
dalle diverse parti del paese, si crea una sorta di micro-India
sull'autobus. Ma la calma durerà poco. L'autobus viene fermato
da una folla inferocita che vuole vendicare un assassinio. Ora inizia
un altro viaggio per i passeggeri - un viaggio dentro loro stessi:
l'intensità della violenza, dell'odio e dell'intolleranza
di cui sono stati testimoni li avvicina sempre di più. I
valori umani primari ridanno forma ai loro vecchi, convenzionali
credo, e le differenze religiose fra loro vengono presto dimenticate.
Adesso sentono una forte attrazione uno per l'altra e iniziano ad
essere davvero una coppia. Il loro amore è diventato così
intenso e profondo, ma sanno anche che il loro addio sarà
inevitabile...
La regista
Aparna Sen è una fra le più celebri registe indiane.
Il suo debutto alla regia è avvenuto con 36 Chowringhee Lane
vincitore del National Award per la miglior regia in India. Il suo
lavoro come regista include film memorabili come Sati, Paroma, Picnic
e Yugant (What the Sea Said). Figlia del famosissimo storico, critico
e regista Chidananda Dasgupta, Aparna Sen è anche una delle
migliori attrici indiane. E' stata spesso membro della giuria in
film festival internazionali, nonchè onorata con alcuni dei
più prestigiosi premi indiani, tra cui il Padmashree Award,
consegnatole dal Presidente dell' India, e il Satyaji Ray Lifetime
Achievement Award.
The Bypass
The Bypass, è uno dei copioni vincitori del Film Four/UK
Film Council Cinema Estreme Series del 2003. E' una storia circolare
che si svolge in un deserto, da una strada dissestata dove il pericolo
è in agguato ad ogni angolo.
Il regista
Amit Kumar, regista e sceneggiatore, ha partecipato al workshop
tenuto a Parigi presso la Femis Film School prima di diplomarsi
alla Film and Television School di Pune. Il suo film di diploma,
Judgement Day, gli ha valso l'assegnazione del Chicago artists International
Programme. Kumat ha collaborato come Regista Associato con il vincitore
inglese del BAFTA, Asif Kapadia, per il film The Warrior, così
come con il vincitore tedesco dell' Oscar, Florian Gallenberger,
per il film Shadows of Time. Sta attualmente completando il suo
primo lungometraggio, Monsoon Shoot Out.
Mr. and Mr. Iyer
A bordo di un autobus ci sono Meenakshi Iyer con il suo figlioletto
di undici mesi e un fotografo appena conosciuto a cui è affidata
la responsabilità di aiutarla nel viaggio. Tutti, sull'autobus,
pensano che i due siano una coppia - Mr. and Mrs. Iyer. All'inizio
il viaggio sembra essere piacevole: fra un gruppo di persone provenienti
dalle diverse parti del paese, si crea una sorta di micro-India
sull'autobus. Ma la calma durerà poco. L'autobus viene fermato
da una folla inferocita che vuole vendicare un assassinio. Ora inizia
un altro viaggio per i passeggeri - un viaggio dentro loro stessi:
l'intensità della violenza, dell'odio e dell'intolleranza
di cui sono stati testimoni li avvicina sempre di più. I
valori umani primari ridanno forma ai loro vecchi, convenzionali
credo, e le differenze religiose fra loro vengono presto dimenticate.
Adesso sentono una forte attrazione uno per l'altra e iniziano ad
essere davvero una coppia. Il loro amore è diventato così
intenso e profondo, ma sanno anche che il loro addio sarà
inevitabile...
La regista
Aparna Sen è una fra le più celebri registe indiane.
Il suo debutto alla regia è avvenuto con 36 Chowringhee Lane
vincitore del National Award per la miglior regia in India. Il suo
lavoro come regista include film memorabili come Sati, Paroma, Picnic
e Yugant (What the Sea Said). Figlia del famosissimo storico, critico
e regista Chidananda Dasgupta, Aparna Sen è anche una delle
migliori attrici indiane. E' stata spesso membro della giuria in
film festival internazionali, nonchè onorata con alcuni dei
più prestigiosi premi indiani, tra cui il Padmashree Award,
consegnatole dal Presidente dell' India, e il Satyaji Ray Lifetime
Achievement Award.
The Bypass
The Bypass, è uno dei copioni vincitori del Film Four/UK
Film Council Cinema Estreme Series del 2003. E' una storia circolare
che si svolge in un deserto, da una strada dissestata dove il pericolo
è in agguato ad ogni angolo.
Il regista
Amit Kumar, regista e sceneggiatore, ha partecipato al workshop
tenuto a Parigi presso la Femis Film School prima di diplomarsi
alla Film and Television School di Pune. Il suo film di diploma,
Judgement Day, gli ha valso l'assegnazione del Chicago artists International
Programme. Kumat ha collaborato come Regista Associato con il vincitore
inglese del BAFTA, Asif Kapadia, per il film The Warrior, così
come con il vincitore tedesco dell' Oscar, Florian Gallenberger,
per il film Shadows of Time. Sta attualmente completando il suo
primo lungometraggio, Monsoon Shoot Out.
Waisa bhi hota hai - Shit happen Una vicenda esemplare di come il caso influenzi la vita, specialmente
in una metropoli quale Mumbai. Puneet è un copywriter la
cui vita si svolge tra consueti malcontenti e una ragazza che per
mestiere fa la poliziotta. Un giorno, tutto precipita. Scopre che
suo fratello più grande, che lavorava nella malavita, è
morto, mentre la sua ragazza lo lascia per averle tenuto nascosta
questa cosa. Salva poi la vita di Vishnu, un gangster che, sconvolto
dal fatto di dover la vita a uno sconosciuto, gli offre come ricompensa
un appartamento inutilizzato. Con sorpresa di entrambi scoprono
che, a dispetto delle loro diverse professioni, sono persone che
hanno molte cose in comune.
Il regista
Ha iniziato a lavorare come dirigente creativo a MTV India, vincendo
numerosi premi nazionali e internazionali per i suoi lavori realizzati
in quel periodo. Ha collaborato alla realizzazione e al lancio di
Worldspace, una compagnia audio-digitale di radiodiffusione in India.
Nel 2000, ha abbandonato la scrivania per tornare nuovamente a fare
film; Shit Happens è il suo primo lungometraggio.
System of Units
Il mondo è interamente online, in un grande labirinto digitale
chiamato network. In questo gelido mondo virtuale, la comunicazione
verbale è divenuta obsoleta. Al centro della storia c'è
un uomo infatuato di una ragazza e frustrato dal desiderio di comunicare
direttamente con lei. L'uomo studia segretamente il vecchio modo
di parlare e comunicare, nel tentativo di capire i suoi veri desideri
umani.
Il regista
Sceneggiatore e regista con molti anni di esperienza in progetti
di video e di film. Pittore, scultore e filmmaker con un vasto background
creativo, ha subìto l'influenza di varie correnti artistiche
focalizzando la sua carriera sulle culture sud-asiatiche emergenti
in Canada.
Dhobigat
Cosa accade in un tipico hotel di Mumbai quando gli ospiti lasciano
i vestiti sporchi da lavare, e vengono restituiti il giorno dopo
in perfette condizioni? Dhobighat è la più grande
lavanderia del mondo, dove 4000 lavandai, membri della casta dei
dhobi, lavorano giorno e notte per garantire un servizio essenziale
ai 15 milioni di abitanti di Mumbai. E' un lavoro estremamente duro
per chi appartiene ad un'umile casta di immigrati analfabeti, ma
i dobhi riescono ad essere efficienti.
Il regista
Nato a Milano nel 1961, ha lavorato principalmente come assistente
alla regia in numerosi film di Silvio Soldini. Parallelamente, ha
anche iniziato a girare dei documentari, cominciando con alcuni
brevi reportage etnografici incentrati sul sud est asiatico, procedendo
poi con lavori più lunghi ed approfonditi su diversi soggetti.
Sof Haolam Smola - Turn Left
at the End of the World
Nel 1969 in un piccolo villaggio del deserto israeliano, abitato
per lo più da immigrati marocchini, arrivano alcune famiglie
indiane. I marocchini, che si considerano "francesi",
non vedono di buon occhio gli scuri e rasati indiani, che per giunta
si considerano "inglesi" e ritengono i marocchini dei
rozzi ruffiani. Desiderando ribadire la propria identità
"imperiale", gli indiani mettono su una cenciosa squadra
di cricket pregando il Consolato Britannico di fornire loro tutto
l'occorrente. Gli inglesi, colti di sorpresa, inviano persino una
loro squadra a giocare un'amichevole con quella del villaggio. I
marocchini, benchè totalmente ignari delle regole, si uniscono
al gioco: vecchi nemici attraversano il campo minato delle proprie
diversità culturali, mentre due adolescenti, un'indiana e
una marocchina, scoprono la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta.
Il regista
Avi Nesher ha debuttato, ventitreenne, con The Troupe; un anno dopo
ha scritto e diretto un altro film israeliano, Dizengoff 99, a cui
segue Rage and Glory, selezionato dalla Film Society del Lincoln
Center nel 2001. In seguito Nesher è stato convinto dal produttore
Dino De Laurentiis a trasferirsi ad Hollywood, dove ha girato Timebomb,
Doppelganger, Automatic, Mercenary, Savage, Acts of Betrayal e altri
film. Come regista indipendente ha realizzato The Taxman e The Point
Men. Nesher ha scritto, diretto e coprodotto Ritual prima di Sof
Haolam Smola, suo ultimo film.
6ft. in 7.min.
6ft in 7 min è una breve commedia dal forte humour nero,
che ha come protagonista Rajeev Reddi, un ragazzo originario dell'est
dell'India che, grazie alle abitudini tradizionali dei suoi genitori,
non ha mai vissuto una normale infanzia americana. Oggi, giorno
del diciottesimo compleanno di Rajeev, i suoi genitori hanno in
serbo per lui una sorpresa destinata a metterlo al tappeto.
Il regista
Regista originario della zona di Los Angeles e laureato alla Tisch
School of the Arts (New York University), Del Toro ha ricevuto numerosi
riconoscimenti per le sue opere e il supporto di diverse fondazioni.
Ha lavorato per la televisione e i suoi cortometraggi sono stati
proiettati da svariati festival in tutto il mondo. Attualmente sta
lavorando ad una nuova sceneggiatura.
Between the Lines
Il film documenta il tremendo sforzo compiuto dalla fotografa Anita
Khemka nell'intento di catturare la vita degli eunuchi in India
- gli Hijras -, reietti ai confini della società. Seguiremo
Anita attraverso l'India accanto a tre Hijras - Laxmi, Rambha e
Asha - lungo un viaggio che ci introdurrà in un mondo bizzarro
di fascinazione, rivelando le loro vite, le loro risate, le loro
celebrazioni, la prostituzione, e il dramma di ciò che significa
essere un Hijra.
Il regista
Wartmann ha studiato giornalismo a Monaco e, in seguito, regia presso
l'American Film Institute di Los Angeles. Ha viaggiato come freelance
per i maggiori giornali in Asia, America e Sud America. Dal 1994
ha scritto e diretto più di 25 documentari.
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