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Traut Streiff Faggioni

Traut Streiff Faggioni
Camogli, sul set del film Preludio d'amore

La figura di Traut Streiff Faggioni
Traut Streiff Faggioni (Genova 8 Settembre 1910 – Firenze 11 Novembre 1994), allieva di Mimi Scheiblauer, una delle maggiori collaboratrici di E. J. Dalcroze, si diploma al Conservatorio di Zurigo alla fine degli anni Venti in Danza e Ginnastica Ritmica. Studia con i maggiori esponenti del teatro di danza della scena mitteleuropea (M. Wigman, K. Joss, S. Leeder, H. Kreutzberg, per citarne solo alcuni) e quindi si dedica all’insegnamento della danza. Come insegnante, è interessata alla persona prima ancora che al danzatore, fornendo gli elementi della tecnica come strumenti per costruire il proprio mondo interiore di creatività ed espressione.
E’ stata insegnante di Danza presso il Liceo Musicale A. Zanella di Genova dal 1931 al 1942 e tenuto corsi speciali presso l’Istituto dei Ciechi e l’Istituto dei Sordomuti sempre a Genova.
Nel ’47 si trasferisce da Genova a Firenze. Qui insegna prima presso la sala di S. Apollonia; in seguito, la sua Scuola verrà definitivamente trasferita nella Sala d’Arme di Palazzo Capponi in Via dei Bardi.
Il suo insegnamento ed esempio hanno forgiato la personalità di molti allievi che hanno adottato i suoi principi nel campo delle arti e tanti altri ne hanno fatto un’esperienza di vita.
Contemporaneamente a ciò svolge un’intensa attività di danzatrice solista dando concerti a Genova (Teatro Carlo Felice per i festeggiamenti del Centenario di Niccolò Paganini) e Teatro Margherita; a Siena (nel corso della settimana Vivaldiana al Teatro dei Rinnovati ed a Palazzo Chigi); a Roma (Teatro delle Arti). Nel ’57 il Comune di Firenze le conferisce la Mimosa d’Argento come riconoscimento al suo impegno, per la Città, in ambito culturale.

Per Traut
Ho potuto godere dell’insegnamento della Signora Traut Faggioni e ho imparato da lei cose che mi sono servite nella vita.
Durante le lezioni ho guardato il suo respiro. Ce lo ha fatto imparare come il volo, la percezione del vuoto, dello spazio, del corpo e della libertà.
Nel 1992, attraverso l’intervista che le ho fatto insieme a Paola Del Cucina, ho conosciuto l’intimità di Traut. La sua ultima allieva mi aveva chiesto di realizzare il video Traut Lirica sottile due anni prima che ci lasciasse.
Nel 2010, in occasione del centenario della sua nascita, ho utilizzato quella lunga intervista per il documentario Il respiro nel vuoto.
La sua voce è la verità, Traut racconta per ricordare e farsi ricordare.
Le fotografie, necessarie per la documentazione audiovisiva, sono state faticosamente recuperate. Purtroppo non ho potuto lavorare con gli originali. Ringrazio per l’aiuto il figlio Ruggero e le allieve Nia Cau, Francesca Lapiccirella, Paola Del Cucina.
Nelle riprese fatte in Liguria, i luoghi in cui era cresciuta e nei quali tornava spesso, ho immaginato di trovare le strade, la casa materna di Varazze con i fiori, le spiagge e gli scogli del tuffo. Di quel tempo restano solo lievi tracce, l’orizzonte sul mare e qualche rosa che, da generazioni, ha scelto di riprodursi fra le pietre di un muro non ancora abbattuto. Queste rose hanno la stessa delicata tenacia di Traut.
Il respiro, poi compromesso dalla malattia, è la sua indimenticabile espressione. Dopo una vita generosa, Traut si è spenta nel 1994 per tornare con Goghi fra i fiori e l’acqua del suo lago.
Sveva Fedeli


[Catalogo Mediateca] Traut lirica sottile
Accedi al video del 1992



[Catalogo Mediateca] Il respiro nel vuoto
Accedi al video del 2010



16 Ottobre - 24 Novembre 2012
Traut Steiff Faggioni alla mostra Liliana Merlo e le Pioniere della Nuova Danza Italiana

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