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Dragon Film Festival, il cinema cinese sbarca a Firenze e Prato

Animazione, avventura, arti marziali e uno spaccato sui cambiamenti della società in estremo oriente. Saranno questi i temi centrali della quarta edizione del Dragon Film Festival, rassegna dedicata al meglio della cinematografia da Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan, che si terrà dal 18 al 23 aprile tra il cinema La Compagnia Firenze (via Cavour, 50r) e il Museo del Tessuto di Prato (via Puccetti 3).

La manifestazione quest’anno propone un ricco cartellone con circa 14 titoli tra lavori premiati nei festival di tutto il mondo e pellicole campioni d’incassi, di cui molte in prima Italiana, e si svolgerà in parallelo tra le due città toscane per continuare il fruttuoso dialogo già portato avanti durante le precedenti edizioni con una delle più importanti comunità cinesi in Italia.

La rassegna, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione FEAA, Florence Eurasia Association, costituisce l’appuntamento conclusivo della Primavera di Cinema Orientale, iniziativa che celebra il cinema d’Oriente organizzata da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana. Confermata anche quest'anno la collaborazione con l'Hong Kong Economic and Trade Office di Bruxelles, uno dei principali partner dell'iniziativa, che fin dalla prima edizione ha lavorato a fianco degli organizzatori per la promozione del cinema hongkonghese in Toscana.

"Il Dragon Film Festival, realizza uno degli obiettivi al centro delle politiche regionali: quello dell'interculturalità - afferma Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e assessore alla Cultura, Università e Ricerca. E continua: “La varietà di film ed eventi proposti porteranno a Firenze e a Prato uno spaccato della società cinese, creando un canale di comunicazione con una popolazione che proprio in Toscana ha insediato una delle più importanti comunità a livello europeo. Ci auguriamo che i rapporti e gli scambi culturali tra Italia e Cina possano, grazie al festival, continuare a svilupparsi in modo proficuo per il futuro".

Dopo l'inaugurazione del festival, martedì 18 aprile al Museo del Tessuto di Prato, affidata a “I’m not Madame Bovary” di Feng Xiaogang, originalissima commedia cinese presentata a Toronto e vincitrice del 64/mo San Sebastian Film Festival, con protagonista la superstar Fan Bingbing, il festival inaugura a Firenze il 19 sera con Little Big Master, film del noto attore, sceneggiatore e regista Adrian Kwan, presente in sala.

La serata di chiusura, domenica 23 aprile, si terrà invece in contemporanea nelle due sedi dell’evento: al cinema La Compagnia di Firenze sarà all’insegna dell’avventura con “The Grandmaster”, ultimo lavoro del cineasta di Hong Kong Wong Kar-wai basato sulla vita del maestro di arti marziali Yip Man, mentore di Bruce Lee, mentre al Museo del Tessuto sarà protagonista il cinema di Taiwan con “The assassin” di Hou Hsiao-hsien, splendida opera in costume ambientata nella Cina del VIII secolo e vincitrice del premio per la Miglior regia al 68/mo Festival di Cannes, che racconta la vicenda di una killer professionista tra dilemmi morali, intrighi di potere e paesaggi spettacolari.

Selezionate in collaborazione con il Beijing International Film Festival, le opere in programma raccontano la Cina Continentale attraverso i suoi migliori e più recenti lavori cinematografici, in una carrellata che attraversa una delle nazioni più affascinanti del mondo. Tra i titoli da segnalare “City of Life and Death”, narrazione dolorosa del Massacro di Nanchino, uno dei capitoli più oscuri della seconda guerra sino-giapponese, realizzata in un elegante bianco e nero, e “The Last Supper”, che segue le lotte di palazzo durante la dominazione di Liu Bang, imperatore e fondatore della dinastia Han, tra sospetti, tranelli e tradimenti; entrambi firmati dal pluripremiato cineasta Lu Chuan. Spazio all’animazione con “Where’s the Dragon” di Foo Sing Choong. Il drago dello zodiaco cinese è sparito e il mondo precipita nel caos; tra mille ostacoli e peripezie l’unica in grado di riportare l’armonia sarà una bambina affiancata da tre simpatici animali, il maiale, la pecora e il cavallo che popolano il calendario tradizionale. Da non perdere “Mojin: the lost legend” del cineasta cinese di origini mongole Wuershan: una coinvolgente avventura in 3d tra cacciatori di tombe, avventurieri e affaristi senza scrupoli sulle tracce di un’antica formula per risvegliare i morti. In programma anche “Chongqing Hot Pot” di Yang Qing: quattro amici squattrinati coinvolti in un colpo al caveau di una banca.

Hong Kong sarà rappresentato da “Little big master” di Adrian Kwan (ospite del festival): la storia vera di un’insegnante e della sua battaglia per salvare un piccolo asilo e i suoi cinque alunni, in un commuovente inno agli eroi che ogni giorno realizzano quasi inosservati grandi imprese, candidato a 5 Hong Kong Film Awards. Si continua con “Office”, commedia musicale firmata dal guru dell’azione Johnnie To, mentre per gli appassionati dell’horror c’è “Keeper of Darkness” di Nick Cheung, una sinistra vicenda di esorcismi e spiriti vendicativi. Gli amanti della commedia romantica troveranno pane per i loro denti con “Return of the Cuckoo” di Patrick Kong, pellicola tratta da una celebre e omonima serie tv che racconta la storia d’amore tra il fattorino Man-Cho e Kei-Kei, una ragazza muta che comunica unicamente attraverso il linguaggio dei segni. Spazio al documentario con “In Search of Perfect Consonance”, firmato dalla regista premio Oscar Ruby Yang, che segue 25 anni di storia dell’Asian Youth Orchestra, costituita per promuovere la pace nelle nazioni asiatiche. Conclusione con “The Way We Dance” di Adam Kwong, ambientato nel sottobosco underground delle sfide di danza hip hop.

Per Taiwan in programma “The assassin” del maestro Hou Hsiao-hsien. La giovane Nie Yinniang è stata addestrata a divenire una spietata assassina dalla suora che l’ha allevata fin da quando era piccola, con il compito di eliminare i molti funzionari corrotti che fomentano la ribellione nelle province dell’Impero. Quando si rifiuta di portare a termine uno dei suoi incarichi per pietà della vittima, come estrema prova della sua formazione viene incaricata di uccidere un governante militare di nome Tian Ji’an, suo cugino e promesso sposo di gioventù.

In occasione del festival, giovedì 20 aprile alle 19.30 presso la galleria Dryphoto arte contemporanea di Prato (via delle Segherie, 33a) sarà presentato “Mr.Sea”, il cortometraggio della giovanissima e talentuosa artista cinese Geng Xue, interamente realizzato con statuine di porcellana animate grazie alla tecnica dello stop motion. L’artista, con all’attivo mostre in tutto il mondo, da New York a Pechino, da Jakarta a Sidney, unisce un’espressione tradizionale dell’arte del suo paese alla più moderna narrazione video per raccontare il classico della letteratura cinese “Uccidere il serpente”, storia di un giovane esploratore che raggiunge la costa di un'isola misteriosa e cade in una spirale di passione e morte in qualche modo analogo al mito occidentale di Ulisse e le Sirene (chiusura evento alle 23.00).






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