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Si scrive 8 marzo ma si legge... film dedicati alle Donne

Mimose, incontri e dibattiti, cortei... Sono tanti i modi di celebrare l'8 marzo, giornata della Festa della Donna. Una ricorrenza che, al di là degli stereotipi, dovrebbe essere una vera e propria occasione che ricordarsi l'importanza del ruolo delle donne nelle società e il rispetto ad esse dovuto come esseri umani, madri, mogli, figlie, compagne.

Rispetto, parità di genere, non violenza, sono parole che riecheggiano ogni giorno, nei dibattiti e nelle cronache dei giornali, ogni volta che ci si risveglia con la triste notizia che una donna è stata uccisa o violentata.

Per questo la ricorrenza dell'8 marzo è ancora piena di significati, da rimarcare con forza, per continuare a diffondere una nuova visione dell'essere e del rapportarsi con le Donne, con letture, partecipazione a eventi pubblici e, perché no, grazie ad un buon film.

In Mediaca Toscana sono tanti i film da vedere o rivedere, dedicati alla Donna, da We want sex, di Nigel Cole, che racconta come a Dagenham, nel 1968, le operaie della Ford che lavoravano in condizioni insostenibili e con salari sempre inferiori a quelli dei colleghi uomini, decisero di intraprendere uno sciopero. Una protesta che è rimasta storica ed ha gettato le basi della legge sulla parità di retribuzione tra uomini e donne in Inghilterra.

Sempre in tema di lavoro, ecco una storia di casa nostra con il film 7 minuti, di Michele Placido. In una fabbrica italiana di una multinazionale, i nuovi proprietari decidono di non procedere a nessun licenziamento, a patto che si applichi una clausola piccola piccola: la rinuncia, ogni giorno, a 7 minuti di pausa lavorativa. Undici donne, madri, figlie e mogli, si trovano a dover decidere per sé e per tutte le colleghe, una cosa apparentemente da poco, ma che va ad intaccare il sacrosanto diritto di riposarsi tra un turno e l'altro. Accettare potrebbe significare un impoverimento di tante lotte di lavoratori e lavoratrici.

Ancora donne e lavoro nel film In questo mondo libero... di Ken Loach. Qui si racconta di Angie,una giovane donna divorziata e con un figlio undicenne, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un'agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai Paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in proprio con la sua amica Rose, aprendo un'agenzia di lavoro interinale per immigrati. Ma per diventare indipendente Angie si dovrà scontare con un mondo sommerso e torbido di immigrazione clandestina, boss e caporali, illegalità, che farà infrangere i suoi sogni di una vita migliore.

E poi ancora un film di Nigel Cole, Calendar girls , ispirato ad una storia vera. Dopo la morte per leucemia del marito John, la moglie Annie, insieme alla sua più cara amica Chris, decide di proporre al Women's Institute locale di fare un calendario i cui proventi saranno destinati all'ospedale locale. Insieme ad altre amiche disinibite e coraggiose, le due donne poseranno (quasi) nude per dodici scatti. L'iniziativa avrà un inaspettato successo anche Oltreoceano travolgendo completamente le vite di queste insolite 'calendar girls'.

Le lotte delle colf nere che per decenni hanno portato avanti la vita domestica delle famiglie americane - come testimoniato da film storici come 'Via col vento', che mostrava il lavoro delle Mamy come baby sitter e governanti - sono al centro del film The help di Tate Taylor. Siamo nel Mississipi deglli anni 60, Eugenia 'Skeeter' Phelan, ragazza della buona società di Jackson, torna a casa dopo aver finito l'università a New York, per diventare scrittrice e giornalista. Ma nella sua piccola città, il razzismo nei confronti delle donne di colore che da sempre si sono prese cura delle famiglie della zona è ancora immutato, per questo decide di raccontare le loro storie in un libro. Per realizzare il suo progetto Skeeter, superata l'iniziale diffidenza, troverà la complicità di due domestiche, Aibileen e Minnie, che insieme a lei porteranno alla luce le discriminazioni razziali subite e aneddoti vari che faranno tremare i polsi a tutta la città.

A riaffermare l'indipendenza delle donne da ogni tipo di prevaricazione è il film Libere disobbedienti innamorate, di Maysaloun Hamoud. A Telaviv Laila e Salma condividono l’appartamento: Laila è un avvocato che cerca di farsi prendere sul serio da colleghi maschi e maschilisti; Salma lavora come barista e Dee-Jay, è omosessuale ma non vive serenamente perché ha paura delle reazioni della sua famiglia, molto religiosa e osservante. Con loro abita anche Nour, studentessa d’informatica timida e rispettosa dei sacramenti, l’unica a portare il velo e fidanzata con un uomo apparentemente devoto ma molto tradizionalista. La loro libertà di amare, di lavorare e di studiare rischia ogni giorno di perdere di significato per il solo fatto di essere donne.

Il titolo più recente su questo tema è Il diritto di contare di Theodore Melfi, la storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afro-americane che lavorarono per la Nasa ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell'astronauta John Glenn, un obiettivo importante per la propria nazione e per il mondo intero. Le tre pioniere – superando ogni forma di barriera – sono state un modello d'ispirazione per generazioni.

I film sono disponibili per la visione nella sala di consultazione di Mediateca Toscana: la tessera per l'accesso è gratuita.







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