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Leonardo Pieraccioni parla del suo film 'Se son rose', che vede la collaborazione di Toscana Film Commission

Si è concesso un pomeriggio di stacco dalle riprese, venerdì 29 giugno, il regista e comico toscano Leonardo Pieraccioni, impegnato in questi giorni nelle riprese del suo nuovo film 'Se son rose', che vede la collaborazione di Toscana Film Commission. E a Borgo San Lorenzo, città che ospita parte delle riprese del film, a villa Pecori Giraldi, oggi Casa-Museo della Manifattura Chini, ha rilasciato ai giornalisti alcune dichiarazioni, per raccontare la sua nuova commedia che lui stesso ha descritto come autobiografica.

Il film, la cui uscita è prevista in sala dal 29 novembre, distribuito da Medusa, è "una storia quasi vera, anzi verissima". Arrivato alla 'veneranda' età di cinquantatré anni, più che gli happy and dei suoi primi film al regista toscano interessa raccontare la difficoltà di realizzarei rapporti sentimentali duraturi, e di come le crisi fra genitori si riflettano inevitabilmente sui figli, facendoli soffrire.

"A trent'anni chiudevo i film - ha affermato Pieraccioni - con 'E vissero felici e contenti''; da quarantenne a quella frase ho aggiunto un punto interrogativo. Ora da cinquantenne mi regalo la verità. Ho la certezza di essere fra quelli che non riescono a superare nelle storie i tre anni... a volte persino i tre mesi nei rapporti di coppia. Sono fra i tanti che si sono accorti di quanto sia faticosa la maratona dell'amore e ancora di più quella del matrimonio. Io poi la corro con le infradito...".

Nel film interpreta il ruolo di un giornalista che lavora per il Web, separato e con una figlia quindicenne, Yolanda (Mariasole Pollio): sarà quest'ultima a decidere di 'scuotere' il papà, diventato pigro e indolente, mandando a 10 delle sue ex fidanzate, lo stesso sms: ''sono cambiato, riproviamoci", tanto è forte il suo desiderio di vederlo di nuovo impegnato sentimentalmente. Una storia di finzione che si avvicina alla sua situazione reale, di uomo separato, con una figlia di sette anni, Martina, avuta con l'attrice Laura Torrisi.

All'appello via sms risponderanno quattro delle ex fidanzate contattate, ognuna a rappresentare nel film i quattro principali motivi per cui le coppie, solitamente, si 'scoppiano': Angelica (Michela Andreozzi), per i tradimenti; Benedetta (Caterina Murino), diventata suora laica, perché ha trovato il partner estremamente noioso; Elettra (Gabriella Pession), per la litigiosità; Fioretta (Antonia Truppo), diventata uomo, per i grandi cambiamenti che a volte le persone vivono.

A queste si aggiungono l'amica 'speciale', Ginora, detta 48 (Elena Cucci), e l'ex moglie Fabiola (Claudia Pandolfi), "alla quale mi sono divertito a far dire molte delle cose che mi diceva Laura, la mia ex, tanto che quando le ho fatto leggere la sceneggiatura, lei mi ha detto che voleva i diritti d'autore per le battute che le appartenevano".

E poi una battuta un po' caustica l'ha lanciata ad Al Bano e Romina. Sì, perché secondo il comico toscano, anche se ci rincontra con una persona con la quale ci si era lasciati, dopo un inizio che può sembrare roseo, i motivi del litigio ritornano a galla, ed è praticamente impossibile tornare a stare insieme. Il fatto che Al Bano e Romina ci possano invece riuscire, tornando a stare insieme dopo tanti anni, potrebbe gettare in una crisi esistenziale tantissime persone - lui compreso - che ci hanno inutilmente provato. "Quei due ci hanno rovinato", continua, scherzando, Pieraccioni.

Insomma, tra gag, battute e ironia, il Pieraccioni della maturità non ci sta a raccaccontarsi ancora come l'eterno ragazzo, nella cui vita capita una ragazza che gli sconvolge la vita come un fulmine a ciel sereno, ma ha scelto di raccontare a modo suo, grazie alla sceneggiatura realizzata con Filippo Bologna, una realtà con dai risvolti amari, che in qualche modo gli appartiene.

e.v.






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