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Il Festival dei Popoli vara l'edizione numero 60. Annunciata la collaborazione con Mediateca Toscana per la conservazione e valorizzazione dell'archivio

"Nonostante le note ristrettezze di bilancio continuiamo a investire perché la Regione ci crede. E che siamo sulla strada giusta ce lo hanno dimostrato, anche di recente, i riconoscimenti che il Festival raccoglie a livello nazionale e internazionale. Succede per la grande progettualità e la ricchezza culturale che questa manifestazione offre, per la sua varietà e la forte attualità dei temi trattati che ogni anno fornisce ai suoi spettatori elementi per capire il passato ma al tempo stesso le chiavi giuste per muoverci nel presente e immaginare il futuro. A proposito di futuro, dico che la Regione sta lavorando anche per non disperdere il ricco patrimonio del Festival dei Popoli, il suo eccezionale archivio: vorrebbe dire perdere la nostra storia. Di cui invece abbiamo tutti molto bisogno".

Sono queste le parole pronunciate il 18 ottobre, al cinema La Compagnia, dalla vice presidente della Regione Monica Barni, in occasione della presentazione della 60esima edizione del Festival dei Popoli. Festival Internazione del Film Documentario.

Insieme alla presentazione del ricco programma del festival, che quest'anno porta in anteprima 109 documentari, accompagnati da 90 ospiti internazionali, è stato messo in rilievo il nuovo progetto di digitalizzazione, archiviazione e fruizione dell'archivio del Festival dei Popoli, che sarà realizzato insieme a Mediateca Toscana.

Il festival si aprirà il 2 novembre con La prima internazionale di Sea-Watch 3 di Jonas Schreijäg e Nadia Kailouli. I registi, che saranno presenti alla proiezione, raccontano nel film, in presa diretta,la vita a bordo dell’omonima nave che ha salvato 53 persone dagli orrori e dalle violenze subite in Libia.

“L’immagine della 60esima edizione - dice Alberto Lastrucci, direttore del festival – presenta la figura emblematica di un testimone che, attraverso sei decenni caratterizzati da strumenti tecnologici in continua evoluzione, ha mantenuto inalterato il suo ruolo di osservatore, di cronista e story-teller. È il simbolo della vocazione della nostra manifestazione a raccontare il mondo nel suo divenire come conferma anche la scelta del film di apertura”.

Il cinema La Compagnia sarà la sala principale, mentre le altre location coinvolte sono: il Cinema Spazio Alfieri, Istituto Francese di Firenze, Stensen, Auditorium di S. Apollonia, Mediateca Toscana (dove si terranno incontri e che ospiterà la videolibrary), Spazio Ottagono delle Murate, ZAP Zona Aromatica Protetta, BUH! Circolo Culturale Urbano. La manifestazione - presieduta da Vittorio Iervese e diretta da Alberto Lastrucci - si propone di presentare il meglio del cinema documentario internazionale in un programma di 109 film, accompagnati da oltre 90 ospiti internazionali.

Per celebrare la sessantesima edizione, una sezione speciale "Diamonds are Forever", a cura di Daniele Dottorini, che ripercorre le passate edizioni del festival per recuperare 20 momenti di grande cinema firmati da autrici e autori di fama internazionale, riuniti a comporre un collier dal valore inestimabile. In programma, tra gli altri, “Titicut Follies” di Frederick Wiseman; “Dont Look Back” di D.A. Pennebaker; “Les Enfants Jouent a la Russie” di Jean-Luc Godard (in collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi); “First Love” di Krzysztof Kieślowski, “Sud” di Chantal Akerman e molti altri. La sezione è realizzata in collaborazione con Ambasciata di Francia, Istituto Francese Italia, Istituto Francese Firenze. Completano il programma, una mostra dedicata all'Archivio del Festival dei Popoli allestita allo Spazio Ottagono delle Murate, e la proiezione dei cinegiornali dell'Istituto Luce che raccontano le primissime edizioni del festival (grazie alla collaborazione con Archivio storico Istituto Luce).

Il programma, oltre al Concorso Internazionale (20 tra cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi, tutti inediti in Italia), con una prevalenza femminile (11 autrici, 10 autori) e al Concorso Italiano (7 i titoli, tutti inediti assoluti, un viaggio nell’Italia di oggi), si articola nell’omaggio dedicato a Sergei Loznitsa, cineasta ucraino di fama internazionale che ha raccontato il dramma della guerra civile nel suo paese, le mille sfaccettature dell’Est Europa e le persone che con coraggio vivono la povertà e cercano la verità post 1989 (tra gli altri sarà proiettato State Funeral, formidabile rievocazione storica sui funerali di Stalin). E poi spettacolari Eventi Speciali; la rinomata sezione sulla musica Hit Me with Music! e il focus dedicato all’ambiente (Habitat). In programma anche una sezione dedicata ai giovani spettatori e alle famiglie (Popoli for Kids, in collaborazione con KinderDocs, Cinema Stensen e Lanterne Magiche) e una alla formazione, con il Campus, dedicato al lavoro svolto dalle scuole di cinema italiane. Doc Explorer, si propone di esplorare quei territori di confine in cui il cinema incontra altre forme di espressione e gli spazi (virtuali e non) messi a disposizione dalle novità tecnologiche.

In programma anche eventi speciali: “Celebration” di Olivier Meyrou, biografia dello straordinario Yves Saint Laurent (3/11); “Cunningham 3D” di Alla Kovgan, sull’iconico coreografo Merce Cunningham (4/11 - proiezione in 3D); “One More Jump” di Emanuele Gerosa su due atleti palestinesi accomunati dall’amore per il parkour, ma che il destino li ha separato, uno è rimasto a Gaza l'altro vive a Firenze (5/11). Film di punta della sezione "Habitat", “Welcome to Sodom”, di Florian Weigensamer e Christian Krönes, ci porta ad Accra, in Ghana, nella più grande discarica di rifiuti elettronici del pianeta, destinazione finale dei nostri smartphone e dei nostri computer (6/11). In “The Cave” del regista candidato Oscar Feras Fayyad, la guerra in Siria, tra morte e distruzione, è mostrata dal punto di vista dei medici dell'ospedale di Ghouta che curano i feriti sotto i bombardamenti (7/11); “Elliott Erwitt, Silence Sounds Good” di Adriana Lopez-Sanfeliu, propone il ritratto di uno dei più grandi fotografi dei nostri tempi (9/11).

Hit Me with Music! I documentari musicali del Festival dei Popoli presenta tre titoli per conoscere da vicino i protagonisti della scena musicale mondiale attraversando generi, paesi, epoche, generazioni. La storia della genesi di uno degli album più famosi di tutti i tempi, “Imagine” di John Lennon in “John & Yoko: Above Us Only Sky” di Michael Epstein (2/11). Il viaggio creativo della cantante e musicista PJ Harvey e del pluri-premiato fotografo Seamus Murphy in “A Dog Called Money” di Seamus Murphy (3/11). Il film sarà seguito dall’evento live: “19’40’’ / Enrico “der maurer” Gabrielli (fiati) + Sebastiano de Gennaro (elettronica e percussioni) suonano musica scritta. E poi le periferie di Lisbona, attraverso le vite di alcuni musicisti afro-portoghesi, in una città caratterizzata da complesse questioni identitarie, in “Lisbon Beat” di Rita Maia e Vasco Viana (9/11). Il film sarà seguito dal Festival dei Popoli Closing Party che si terrà presso il “Buh! Circolo culturale urbano” con l’evento live “Carmelindo feat Biga” con il DJset di Celeste Mariposa e della regista Rita Maia.

Da segnalare "Popoli for Kids!", sezione realizzata in collaborazione con il festival greco KinderDocs, che propone una selezione di documentari rivolti ai piccoli e ai giovani spettatori, ma adatti a tutta la famiglia, a insegnanti e genitori. Ciascun film è un racconto di vita di bambini e adolescenti, riguardante l’amicizia, la famiglia, l’istruzione, la creatività, l’arte, la musica, la migrazione o l’ambiente, ma anche l’occasione per entrare nel variopinto mondo dei bambini e ragazzi. Domenica 3 novembre al cinema Stensen un’intera giornata di proiezioni e laboratori, con il patrocinio del WWF Italia – Onlus.

Habitat, la sezione curata da Carmen Zinno e realizzata in collaborazione con Publiacqua, racconta l’ambiente in 13 titoli. Gli esseri umani, uniche creature viventi ad aver il potere di distruggere ciò che le fa esistere, sono anche gli unici ad avere il potere di ristabilire un ordine dei rischi e delle priorità d’intervento sul Pianeta. Se il nostro habitat è in pericolo, anche noi lo siamo. Ci attendono inusitate direzioni politiche, opportunità di vita e possibilità tecnologiche; senza di esse il destino del Pianeta è segnato. Passato, presente e futuro concentrati in una visione d’insieme – atta a procurarci una soluzione sì tecnologica, ma finalmente di cura – è ciò che i 13 titoli di questa sezione si propongono di raccontare.

Spazio anche alle nuove tecnologie con Doc Explorer: negli ultimi anni Realtà Virtuale e Aumentata si sono aggiunte alle altre modalità in cui l’uomo si rapporta con il mondo. Doc Explorer accoglie le tecnologie VR e AR e pone loro alcune domande cruciali: che sfida pongono al panorama del cinema documentario e all’umanità nel suo rapporto col reale? La sezione, a cura di Elisa Scarpa, è realizzata in collaborazione con Fondazione Giacomo Brodolini e Gold.






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