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Casa Circondariale di Lucca - San Giorgio

La Casa circondariale di Lucca è ubicata in via di San Giorgio. E' una struttura che in parte risale al 700. Si trova all'interno delle mura di cinta della città di Lucca, nel 1520 ospitava un convento di monache di clausura dell'ordine domenicano. In epoca napoleonica divenne penitenziario. Nel 1806 il Principe Felice I, nato ad Aiaccio, decretò che il Convento venisse adibito a carceri.
Del carcere di San Giorgio si occupò successivamente Maria Luisa di Borbone, granduchessa dei ducati di Parma, Lucca e Piacenza che dal 1815, dopo il congresso di Vienna, essendo donna sensibile a molte tematiche sociali, come la sorte dei detenuti, non intese che la carcerazione fosse un modo per tenere uomini semplicemente rinchiusi, ma dispose che venissero impiegati in lavori pubblici e istituì una Casa di correzione per i traviati da non accomunare ai rei di delitti gravi.
Oggi l'edificio si presenta a pianta quadrata, strutturato intorno ad un chiostro centrale, sul quale si aprono gli ingressi alle sezioni detentive, ad alcuni uffici e al padiglione dove di svolgono le attività trattamentali. All'interno del chiostro c'è un giardino con alcune piante secolari, che costituiscono l'unico spazio verde dell'Istituto. L'istituto ha una capienza di 70 unità. Altra nota interessante su questo storico carcere è quella che riguarda il noto musicista jazz Chet Baker che ci trascorse sedici mesi dopo che era stato arrestato, nel 1960, per droga (si trattava di un medicinale analgesico vietato in Italia) in un autogrill toscano.
Nella memoria di molti lucchesi questo fatto viene raccontato ricordando che i ragazzini si trovavano sotto le mura per ascoltare Baker che suonava la tromba nella cella nel carcere di San Giorgio. Altri ricordano quando Henghel Gualdi con il suo clarino e quattro accompagnatori improvvisò, sotto il carcere, un concerto, per l'amico recluso. Questo concerto venne però interrotto dagli agenti.
Le attività offerte dall'Istituto sono prevalentemente formative, scolastiche e di alfabetizzazione ma non mancano quelle sportive, teatrali, il corso di cucina ed altre che variano a seconda del numero di detenuti presenti in istituto e delle loro diverse preferenze. Da alcuni anni è portato avanti il progetto "Io e il mio papà! che coinvolge i detenuti padri con figli minori di 14 anni, con attività dedicate al sostegno della genitorialità consapevole dove viene utilizzata, come mezzo per veicolare le relazioni, anche la Pet Therapy. E' inoltre prevista un'attività di intrattenimento dei bambini che attendono di entrare al colloquio con il padre e a tal fine è stata realizzata una piccola sala d'attesa allestita con mobili adatti, giochi e colori. Dal 2016 Lanterne Magiche ha iniziato un laboratorio di alfabetizzazione al Cinema integrato con la scuola ed il trattamento psicopedagogico.

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A cura di Sveva Fedeli - Grafica Andrea Magagnato
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