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Mirco Mencacci conversazione con i detenuti della CC M.Gozzini

Lanterne Magiche, il 10 maggio, al termine del laboratorio con l'insegnante Fulvia Poli del corso di alfabetizzazione per gli adulti (CPIA) e con l'Istituto Professionale di Agraria, propone un incontro fra cinema e mestieri.
In questa occasione Mirco Mencacci partecipa ad un confronto sulla sua vita di affermato professionista del suono.
All'incontro sono presenti tutti gli studenti del Gozzini, sei studenti esterni dell'Istituto di Agraria, gli insegnanti e lo staff educativo del Carcere.
Il laboratorio - parte del quale interdisciplinare con il progetto in partenariato con l'Associazione Donne di Carta e realizzato durante l'anno sul tema dei sensi e dei mestieri della memoria - per ogni modulo tematico svolto prevedeva la visione di film sui quali approfondire i temi imparando a conoscere il cinema.
Proprio per l'alfabetizzazione al cinema l'incontro con Mencacci assume una fondamentale valenza educativa.
Mirco Mencacci, non vedente dall'età di quattro anni, porge al pubblico recluso, la sua vita di bambino nella scuola speciale per non vedenti di Genova e soprattutto la sua adolescenza in una famiglia il cui padre ha saputo trasmettere ai figli la consapevolezza di essere capaci di vivere in qualsiasi contesto e in qualsiasi difficoltà sviluppando autonomia e fiducia. Mirco Mencacci in questo contesto familiare, a Lari in un piccolo comune della provincia pisana, esprime la sua particolare sensibilità per il suono, per altro già già manifestata da piccolissimo. E' da questa sua dote che ha inizio la passione per il mestiere di tecnico del suono che poi lo conduce a divenire un esperto sound designer per il cinema. Il suo esordio artistico nel cinema avviene con il cortometraggio Il silenzio di Michelangelo Antonioni.
Oggi, affermato professionista del cinema, dice, lasciando sorpresi i suoi interlocutori: "Ho visto il film ...".
La sua elaborazione visiva è quella riferita alla memoria lontana di quando aveva pochi anni, mentre è la sensibilità acustica, l'udito a 360 gradi che gli consente di recepire, interpretare, sentire e partecipare la vista perduta.
"Le cose vanno guardate da entrambe i lati della medaglia", così suggerisce Mencacci a chi lo ascolta incantato mentre serenamente racconta la sua vita.

Ringraziamo Mirco e Iacopo per la loro disponibilità e Raffaele Palumbo e Controradio per aver dato notizia di questo incontro.


Nota il servizio su Il podcast di Controradio:
http://www.controradio.it/a-solliccianino-si-chiude-lanterne-magiche-con-mirko-mencacci/



A cura di Sveva Fedeli - Grafica Andrea Magagnato
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