Dal 22 aprile al 4 giugno, in programma otto film per celebrare il grande creatore di effetti speciali vincitore di tre Premi Oscar
Da mercoledì 22 aprile al 4 giugno, al cinema La Compagnia e poi in arena estiva Apriti Cinema, con la rassegna Carlo Rambaldi. La materia dei sogni si celebra Carlo Rambaldi, il più grande creatore di effetti speciali. Vincitore di ben tre Premi Oscar per i migliori effetti speciali (per Alien, E.T, l’extra-terrestre e King Kong), Carlo Rambaldi è il genio che che ha creato figure fantastiche come il gigantesco gorilla che seminava terrore ma provava amore per la bella Dwan, il King Kong dell’omonimo film del 1976 di John Gulliermin, creatore anche dell’alieno dalla figura diafana e eterea di Incontri ravvicinati del terzo tipo e della buffa creatura proveniente da un altro pianeta che incontra i terrestri ma vuole tornare alla sua casa, in E.T. l’extra-terrestre, entrambi film cult di Steven Spielberg.
L’iniziativa è organizzata da La Compagnia, in collaborazione con la Fondazione Culturale Carlo Rambaldi. Di seguito il programma della rassegna.
MERCOLEDÌ 22 APRILE, ORE 20.30
King Kong (John Guillermin, 1976, 134’ – v.o. sott. italiano)
alla presenza di Cristina Lippolis Rambaldi (Vice Presidentessa Fondazione Culturale Carlo Rambaldi) e in collegamento con Silvia Bizio (Produttrice cinematografica) e Raffaella De
Laurentiis (Produttrice cinematografica). Per il remake prodotto da Dino De Laurentiis, Rambaldi compie il miracolo: costruisce un primate meccanico alto 12 metri e, soprattutto, progetta le maschere a controllo idraulico capaci di trasmettere emozioni umane. È la consacrazione definitiva del suo metodo: non più un mostro che distrugge, ma un personaggio tragico dotato di un’espressività mimica in grado di commuovere il mondo intero, ridefinendo il concetto di animatronics.
MARTEDì 28 APRILE, ORE 18.30
Città violenta (Sergio Sollima, 1970, 109’ – in italiano)
Restauro digitale in 4K a cura della Cineteca di Bologna. In questo caposaldo del poliziesco, il contributo di Rambaldi si concentra sulla precisione chirurgica degli effetti di sangue e balistica. Il suo lavoro qui è un esercizio di iperrealismo crudo: le ferite e le esplosioni di violenza urbana richiedevano una verosimiglianza tecnica che solo un artigiano molto attento al dettaglio anatomico poteva garantire. Progettò sofisticati sistemi di micro-cariche ed effetti prostetici che elevano il genere a una dimensione quasi documentaristica. Questa capacità di rendere viva la materia inanimata, anche nella sua forma più brutale, anticipa la sensibilità che lo porterà a dominare la scena hollywoodiana, dimostrando che il rigore tecnico è la base imprescindibile per ogni illusione cinematografica riuscita.
VENERDì 8 MAGGIO, ORE 19.00
Terrore nello spazio (Mario Bava, 1965, 88’ – in italiano)
Restauro digitale 2K DCP a cura del CSC – Cineteca Nazionale. Per gentile concessione di Cinecittà. Alla presenza di Isetta Ganassi (collaboratrice di Carlo Rambaldi e esperta di disegno animato) Prima di approdare ai giganti di Hollywood, Rambaldi aveva collaborato con il maestro della luce Mario Bava in questa pietra miliare della fantascienza gotica italiana. In un contesto di budget ridottissimo, il suo genio emerge nella creazione di atmosfere aliene e apparizioni spettrali di straordinaria efficacia visiva. Come spesso accadeva, Carlo si avvalse della preziosa
collaborazione di Isetta Ganassi, frequentemente presente nelle lavorazioni cinematografiche del maestro. Il film rappresenta un esempio emblematico di come all’epoca il cinema italiano fosse
capace di produrre opere di grande qualità con risorse contenute: il cinema “di fretta”. Dimostra inoltre come il talento e la solida professionalità di artisti come Rambaldi riuscissero a colmare il
divario tra invenzione e disponibilità economica, trasformando materiali di poco pregio in autentica visione cinematografica.
MARTEDì 12 MAGGIO, ORE 19.30
Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea (Riccardo Freda, 1972, 90’ – in italiano)
Restauro digitale 4K a cura di Cinecittà. Per gentile concessione di Cinecittà. In questa incursione nel thriller orrorifico del maestro Riccardo Freda, Rambaldi sperimenta soluzioni visive legate al perturbante e al macabro. Il suo contributo nella realizzazione di protesi e manichini antropomorfi gioca con l’inquietudine dello spettatore, trasformando il corpo umano in un simulacro meccanico. È una testimonianza preziosa di come Rambaldi sapesse infondere un’aura di sinistra realtà anche agli oggetti più inanimati, anticipando le ossessioni organiche e la fusione uomo-macchina che avrebbero caratterizzato le sue grandi produzioni internazionali.
VENERDì 15 MAGGIO, ORE 19.00
Incontri ravvicinati del terzo tipo (Steven Spielberg, 1977, 135’ – v.o. in inglese con sottotitoli in italiano)
Restauro digitale della Director’s Cut in 4K a cura della Cineteca di Bologna Creando l’alieno Puck — una creatura diafana, gracile e dai movimenti gentili — Rambaldi rompe con l’iconografia del mostro invasore per abbracciare quella del visitatore benevolo. Progettò un sistema di articolazioni facciali così sofisticato da permettere all’alieno di sorridere e comunicare con meraviglia, trasformando un ammasso di servomotori in un messaggero di pace. La sua capacità di infondere un’anima e una curiosità quasi umana nello sguardo di un essere sintetico fu la chiave del successo emotivo del finale, consolidando il suo ruolo di Geppetto spaziale agli occhi di Hollywood.
MARTEDì 19 MAGGIO, ORE 21.00
Possession (Andrzej Żuławski, 1981, 124’ – v.o. in inglese con sottotitoli in italiano)
Nel capolavoro disturbante di Żuławski, Rambaldi realizza una delle sue creature più oscure, astratte e simboliche: il feticcio tentacolare con cui la protagonista (Isabelle Adjani) consuma la sua deriva psicotica e passionale. Lontano dai grandi apparati hollywoodiani, qui l’effetto speciale abbandona lo spettacolo per farsi manifestazione fisica del trauma e del desiderio. Rambaldi ideò una creatura viscosa, pulsante e dotata di un movimento biomimetico che trasmette una sensazione di vita repulsiva ma innegabile. Il suo lavoro fu cruciale per rendere credibile l’orrore metafisico: la creatura non è un semplice mostro, ma un simulacro organico che evolve insieme alla follia dei protagonisti, dimostrando come la tecnica potesse piegarsi anche al cinema d’autore
più estremo, viscerale e filosofico.
GIOVEDì 4 GIUGNO, ORE 19.00
Alien (Ridley Scott, 1979, 117’ – v.o. in inglese con sottotitoli in italiano)
Premio Oscar per i Migliori Effetti Speciali. Se l’estetica dello Xenomorfo nacque dai pennelli di H.R. Giger, la sua terrificante vitalità è pura ingegneria Rambaldi. Il maestro italiano realizzò lo
scheletro meccanico interno alla testa del mostro, un capolavoro di biomeccanica composto da oltre 900 componenti articolati. Questo sistema permetteva alla mascella retrattile di scattare
con una ferocia organica e alle labbra corrose di contrarsi in un ghigno spaventoso, rendendo la creatura una minaccia tangibile e pulsante. Il contributo di Rambaldi fu determinante nel
trasformare un costume di scena in un predatore perfetto, ridefinendo per sempre i canoni dell’orrore fantascientifico attraverso la fusione tra metallo, lattice e bava.
E.T. l’extra-terrestre
(Steven Spielberg, 1982, 115’ – in italiano)
Arena Apriti Cinema (data da definire)
ingresso gratuito
Premio Oscar per i Migliori Effetti Speciali. In quella che è forse la sfida più alta della sua carriera, Rambaldi raggiunse la perfezione mimica. Concentrò tutta l’espressività negli occhi di
E.T. che posizionò distanti tra loro per dare un senso di saggezza e vulnerabilità, lavorò su 40 punti di articolazione solo per collo e volto che permettevano dei movimenti così naturali da
creare un personaggio capace di generare empatia senza l’ausilio della parola. Non costruì un semplice pupazzo animatronico, ma un vero e proprio attore di gomma capace di interagire con i
bambini protagonisti con una naturalezza sconcertante.
Info: www.cinemalacompagnia.it