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DINIZ, Debora
The House of the Death [risorsa elettronica] = A Casa dos Mortos / regia Debora Diniz ; soggetto Debora Diniz ; sceneggiatura Debora Diniz ; fotografia Billa Franzoni ; montaggio Joo Neves ; suono Felipe De Simone, Eder Long
BR : Fabiana Paranhos, 2009
1 file mp4 (1.21 Gb) (24 min.) : color., son.
Sottotitoli in Inglese. . - Cortometraggio. - Altri formati: mp4.
Franzoni, Billa. Neves, Joo. De Simone, Felipe. Long, Eder.
1. Carceri.
2. Medicina.
3. Salute.
4. Opere pubbliche.
5. Diritti umani.
6. Biografia.
7. Letteratura.
Abstract: Bubu un poeta che stato internato dodici volte in istituti statali per malati di mente. Sfida il significato degli ospedali-prigione, istituzioni ibride che condannano i malati di mente all'ergastolo. Il poema "The House of the Dead" stato scritto durante le riprese del documentario e rivela le morti dimenticate che avvengono nei manicomi giudiziari. Tre storie suddivise in tre atti di morte. Jaime, Antonio e Almerindo sono uomini anonimi, considerati dei pericoli per la societ, la cui punizione la tragedia del suicidio, il ciclo senza fine di essere internati in manicomio o di sopravvivere all'ergastolo nella casa dei morti. Bubu il narratore della propria vita e anche del proprio destino: la morte in manicomio.

Bubu is a poet who has been committed to state institutions for the insane twelve times. He challenges the meaning of hospital-jails, hybrid institutions which sentence the insane to life imprisonment. The poem "The House of the Dead" was written during the filming of the documentary and reveals the forgotten deaths that occur in these judicial asylums. There are three stories in three acts of death. Jaime, Antonio, and Almerindo are anonymous men, considered dangers to society, whose punishment is the tragedy of suicide, the unending cycle of being committed to the asylum, or surviving life imprisonment in the house of the dead. Bubu is the narrator of his own life and also of his own destiny-death in the asylum.
Lingua: Portoghese. Portoghese.
Genere: Documentario.
VISIONABILE IN MEDIATECA SENZA PRENOTAZIONE