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MECCI, Cristina
Vite in cammino [risorsa elettronica] / regia Cristina Mecci
IT : Aidos, 2009
1 file mkv (2.68 gb) (40 min.) : color., son.
Mediometraggio. - Altri formati: mp4.
1. Diritti umani.
2. Diritti civili.
3. Antropologia.
4. Etnologia.
5. Tradizioni popolari.
6. Religione.
7. Fondamentalismo.
8. Femminismo.
9. Famiglia.
10. Diari e memorie.
11. Psicologia.
12. Animazione.
Abstract: "Vite in cammino" racconta la storia di una madre, Samira, beninese di religione musulmana che, dal momento in cui sa di attendere una bambina, comincia a essere tormentata dal dubbio se attuare o meno su sua figlia la pratica delle mutilazioni genitali femminili (MGF/E). Nell'affrontare questo angoscioso dilemma coinvolge suo marito Kader, che Ŕ contrario alla pratica, ma, allo stesso tempo, non vuole sbrigativamente imporre le proprie convinzioni. Kader la incoraggia a chiedere l'opinione della comunitÓ africana che frequenta la loro casa, si reca dall'esperto di Islam per conoscere i veri precetti della religione musulmana. Parallelamente Samira, attraverso un diario che inizia a scrivere per la figlia, intraprende un percorso di consapevolezza di sÚ e della propria condizione di migrante, di puerpera e di lavoratrice in un paese straniero, di donna e di africana divisa tra la tradizione d'origine e la nuova realtÓ occidentale, dei legami con la comunitÓ e delle scelte per la sua nuova piccola famiglia. Anche il suo inconscio partecipa a questa profonda elaborazione del sÚ inviandole messaggi, espressi in stilizzate animazioni, sotto forma di memorie, ricordi dolorosi, incubi di perdita di identitÓ. Il suo percorso si conclude con la decisione di non infliggere la pratica alla sua bimba e con la riconferma dell'intesa con suo marito: con il suo sostegno si prepara a convincere anche la famiglia rimasta in Benin ad abbandonare questa tradizione.

"Vite in cammino" tells the story of a mother, Samira, a Beninese Muslim who, from the moment she knows she is expecting a baby girl, begins to be tormented by the doubt of whether or not to carry out the practice of female genital mutilation (FGM/E) on her daughter. In facing this anguished dilemma she involves her husband Kader, who is against the practice but, at the same time, does not want to impose his own convictions in a hurried manner. Kader encourages her to seek the opinion of the African community that frequents their home; so she goes to the Islam expert to learn the true precepts of the Muslim religion in this regard. At the same time Samira, through a diary that she starts to write for her daughter, undertakes a journey of self-awareness and awareness of her condition as a migrant, as a mother in labour in a foreign country, as a woman and as an African divided between the tradition of her origin and the new western reality, of her ties with the community and the choices for her new little family. Her unconscious also participates in this profound elaboration of the self, sending her messages, expressed in stylised animations, in the form of memories, painful memories, nightmares of loss of identity. Her journey ends with the decision not to inflict the practice on her child and with the reconfirmation of the understanding with her husband: with his support, she prepares to convince the family remaining in Benin to abandon this tradition.
Lingua: Italiano.
Genere: Documentario.
VISIONABILE IN MEDIATECA SENZA PRENOTAZIONE