“Middle East Now” inaugura la 50 giorni di Cinema a Firenze

Dal 6 all’11 ottobre, il festival tra storie di resilienza, diritti e “Radical Movements”

Al via la ventesima edizione della 50 giorni di Cinema a Firenze. Ad inaugurare la kermesse sarà Middle East Now, che dal 6 all’11 ottobre, al Cinema La Compagnia, il Cinema Astra e altre location della città, racconterà il cinema e la cultura del Medio Oriente tra film, talk, arte e cucina.

In un momento storico cruciale il festival Middle East Now, giunto quest’anno alla 17° edizione e organizzato dall’associazione Map of Creation con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, presenta un programma multidisciplinare di 33 film e documentari, mostre e progetti artistici, talk su temi della geopolitica, performance e progetti speciali ideati per favorire il dialogo interculturale e scardinare i cliché mainstream.

Il tema di questa edizione è RADICAL MOVEMENTS: l’immaginazione artistica che si fa azione e reazione di fronte all’instabilità del presente. Il movimento viene inteso sia come spinta
al cambiamento interiore e comunitario, sia come migrazione: non solo fuga forzata da guerre, ma anche opportunità di scoperta e strumento per immaginare futuri diversi.

Programma cinema

In programma 6 giorni di film e documentari, tra anteprime nazionali e mondiali, con tanti ospiti in sala. Sul grande schermo storie provenienti dall‘Iran, Palestina, Libano, Afghanistan, Egitto, Iraq e Siria.

L’opening Night di martedì 6 ottobre, avverrà con la proiezione del documentario A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei e Soraya Akhalaghi, vincitore dell’ultimo IDFA, unisce 5 anni di riprese con il cellulare della protagonista in fuga da un matrimonio violento. Il regista Mehrdad Oskouei sarà a Firenze, protagonista di una conversazione-masterclass dal titolo Iran: chi non ha voce, ha una camera. A chiudere il festival, domenica 11, sarà l’anteprima mondiale del film Women of Revolution, in cui la regista Mina Akbari, ospite del festival, partendo da un episodio della sua vita in cui si scontra con la polizia morale, ripercorre quarant’anni di battaglie per i diritti delle donne in Iran e analizza il ruolo e le mancanze delle politiche nella tutela della popolazione femminile.
Dalla Palestina arriva, in anteprima italiana, Palestine Comedy Club di A. Aliabdallah. Sei comici palestinesi, divisi da muri, checkpoint e passaporti diversi, decidono di sfidare l’assurdo e partono per una tournée provocatoria ed esilarante tra la Palestina e Israele. In programma anche l’anteprima nazionale di House of Hope, il pluripremiato documentario della regista Marjolein Busstra, ospite in sala. Un viaggio dentro un sistema scolastico virtuoso in Cisgiordania, dove Manar e suo marito Milad guidano la House of Hope, una scuola elementare Waldorf che cura i traumi dei bambini attraverso l’arte e la non violenza. E ancora Gaza’s Twins, Come Back to Me di Mohammed Sawwaf. Il racconto della lotta di una madre che cerca di riunirsi ai suoi due figli gemelli separati alla nascita dalla guerra.

Dal Libano, in anteprima assoulta, The Silence of the Plain, storia personale della regista Zeina Sfeir, che sarà presente in sala, sulla crescita all’ombra della guerra e della paura, e sulle implicazioni che la mancanza di una vera riconciliazione e di un’elaborazione del lutto hanno sulla società libanese contemporanea. In anteprima italiana, alla presenza del regista, ci sarà Souraya Mon Amour di Nicolas Khoury, una commovente riflessione sull’ amore, la perdita e la memoria legata al grande regista Maroun Baghdadi.

Dall’Egitto, il film fresco candidato agli Oscar, The Stories”di Abu Bakr Shawky, in anteprima assoluta. Un affresco cinematografico di vent’anni di storia egiziana, con protagonista Ahmed, un ragazzo di umili origini con un talento immenso per il pianoforte, che instaura un legame indissolubile con Liz, ragazza che ha risposto al suo annuncio per trovare un amico di penna. Travolgente lettera d’amore alla musica, alla resilienza e a quell’unica, straordinaria persona capace di cambiarci la vita per sempre. Dall’Iraq, l’anteprima italiana alla presenza della regista del potente e intimo documentario Flana di Zahraa Ghandour, sul tema delle bambine irachene abbandonate, maltrattate e persino uccise perché considerate indesiderate. Dalla Siria One in a million di Itab Azzam e Jack MacInnes, premiato come miglior documentario al Sundance festival, racconta l’epico viaggio di una ragazza dalla Siria alla
Germania e ritorno e le complessità dell’esperienza dei rifugiati. L’Afghanistan sul grande schermo domenica 11 ottobre con la prima, alla presenza della regista, dello straordinario documentario Writing Hawa di Najiba Noori e Rasul Noori, testimonianza toccante del coraggio della protagonista Hawa, che impara a leggere e scrivere a 40 anni, e i cui sogni oggi tremano davanti al ritorno dei talebani.

Arte, musica, teatro e talk

Il festival supera i confini della sala cinematografica per trasformarsi in uno spazio d’incontro diffuso in città, dove il pubblico può dialogare direttamente con ospiti internazionali. Dal 9 al 31 ottobre alla Street Levels Gallery (Via Melegnano 4) sarà possibile visitare la mostra WHAT MOVES US, curata da Roi Saade raccoglie gli scatti di Erdem Varol (Turchia), Skander Khlif (Tunisia) e Ebrahim Bahaa-Eldin (Egitto). Un viaggio visivo potente e al tempo stesso intimo, che esplora la vita quotidiana e racconta come si costruisce oggi il senso di appartenenza a un luogo, tra territori urbani e rurali.

Sarà ospite del festival Khaled Albahi, artista e celebre political cartoonist sudanese in esilio con la mostra Revolution, Intermission, curata dalla ricercatrice Bayan Abubakr , in cui
ripercorre i cicli storici di rivoluzione e controrivoluzione, trasformando la vignetta politica in un archivio visivo del mondo arabo e africano degli ultimi vent’anni, e un talk. La sua pratica
multidisciplinare si colloca all’intersezione tra satira politica, arte contemporanea, diritti umani, cultura visiva e libertà di espressione.

Tra gli eventi dal vivo più attesi di questa edizione spicca la performance teatrale del regista e attore Fadi Murad. Con il suo spettacolo Come Back Home, domenica 11 ottobre, Murad porta in scena una riflessione potente, intima e collettiva sul concetto di ritorno, sradicamento e identità, offrendo al pubblico un momento di grandissimo impatto emotivo e di confronto diretto.

Il sound del festival si accende, martedì 6 ottobre al Cinema La Compagnia, con le atmosfere ipnotiche dei BowLand, con una performance sensoriale dal forte impatto cinematografico. Il trio elettronico di origine iraniana arricchisce la proposta della manifestazione con la propria inconfondibile firma sonora, capace di fondere voci eteree, ritmiche deep house e strumenti della tradizione persiana.

Tra le iniziative legate al food I Dolci dell’Amore, un esclusivo evento-laboratorio che si terrà domenica 11 ottobre (dalle 10:30 alle 12:30 alla Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu). Non
una semplice cooking class ma un vero e proprio confronto culturale al femminile, dove il cibo diventa un atto di memoria, accoglienza e condivisione. A guidare i partecipanti con le mani in
pasta due delle voci più autorevoli e attive della gastronomia araba e magrebina in Italia: chef Fidaa I. A. Abuhamdiya, di Hebron e co-autrice del libro Pop Palestine. Viaggio nella cucina
popolare palestinese
e Samira Driouich, seguitissima digital chef (nota per il progetto social @fatto_da_samira) e autrice del volume bestseller Bismillah. La cucina marocchina a casa tua.

Inoltre, in programma anche un ricco calendario di incontri e tavole rotonde con giornalisti, registi ed esperti, ogni giorno alle ore 19.30. Al centro del dibattito i temi caldi del presente, come: Radicali, estremi, messianici e l’un contro l’altro armati (sabato 10 ottobre) dedicato a Israele e Iran, le due entità statali che si fronteggiano a un Armageddon finale per determinare le sorti e la configurazione del Medio Oriente, a parlarne Elena Testi, giornalista e autrice del libro “Genesi” (SEM, 2026) e Laura Silvia Battaglia, giornalista (RAI) documentarista e autrice del libro “I partigiani di Allah” (Mondadori, 2026); il Talk della Domenica (11 ottobre) “Gen Z: il motore del movimento radicale” su come la generazione Z stia pagando il prezzo di vivere in un mondo che arriva nelle sue mani con problemi mai visti prima – una crisi ambientale epocale, difficoltà economiche gravissime, pandemie, una guerra mondiale a pezzi – eppure, è l’unica a reagire alle ingiustizie in forme che sembravano scomparse.

Info: middleastnow.it

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