In programma 4 documentari dedicati alla cittadinanza e alla cultura europea promossa dall’European University Institute
La 67° edizione del Festival dei Popoli, il più antico festival internazionale di cinema documentario, che si terrà dal 2 all’8 novembre al Cinema La Compagnia, propone quest’anno una nuova sezione: Visioni d’Europa, una rassegna cinematografica promossa dall’European University Institute (EUI). In programma quattro titoli internazionali che saranno proiettati al Cinema La Compagnia e a Palazzo Buontalenti.
“Da tempo l’Europa bussava alle porte del nostro programma”, ha dichiarato Alessandro Stellino, direttore artistico del Festival dei Popoli. “Si potrebbe dire che reclamasse uno spazio di partecipazione ancora più consistente rispetto a quanto fatto in precedenza. La collaborazione con l’European University Institute, tanto desiderata quanto necessaria, ci consente di strutturare la riflessione intorno al tema con un focus dedicato, partendo da un film che racconta per mezzo di immagini mai viste prima i primordi del complesso processo diplomatico che ha posto le basi per la costituzione dell’Unione europea, per poi approfondire e dibattere criticità, tensioni e speranze proprie dello scenario contemporaneo. Sono certo che sarà un’importante occasione di confronto e riflessione per il pubblico”.
Visioni d’Europa propone una riflessione sui valori democratici, i diritti e le sfide che attendono la comunità europea, mettendo in dialogo cinema, ricerca e cittadinanza, attraverso linguaggi e prospettive differenti. Quattro documentari per esplorare alcune delle principali questioni che riguardano l’Europa contemporanea, dal rapporto tra informazione e potere alle conseguenze dei modelli economici e produttivi, fino alla regolamentazione delle nuove tecnologie e al ruolo della diplomazia nella costruzione degli equilibri internazionali.
Il programma
Martedì 3 novembre, ore 17, al Cinema La Compagnia la rassegna sarà inaugurata con The Helsinki Effect (89’, Finlandia, Germania, Norvegia, 2025) di Arthur Franck. Attraverso centinaia di ore di filmati d’archivio, il documentario ripercorre la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa del 1975, quando 35 leader mondiali si riunirono a Helsinki in uno dei momenti più significativi della diplomazia durante la Guerra Fredda. Il film ricostruisce le trattative, le tensioni e le conseguenze di quell’incontro, mostrando come un processo diplomatico spesso poco conosciuto abbia contribuito a ridefinire gli equilibri politici internazionali e il futuro dell’Europa.
Le altre proiezioni si terranno a Palazzo Buontalenti. Mercoledì 4 novembre alle ore 18 ci sarà 80 Angry Journalists (95’, Ungheria, Germania, Repubblica Ceca, Danimarca, Norvegia, 2026) di András Földes e Anna Kis. Il documentario racconta la vicenda della più grande redazione indipendente ungherese, Index.hu, che nel 2020, dopo crescenti pressioni politiche, vide oltre 80 giornalisti dimettersi in massa. Tra loro il reporter di guerra András Földes, che documenta dall’interno la crisi della testata e la successiva nascita di Telex.hu, un nuovo progetto giornalistico indipendente. Attraverso immagini inedite e testimonianze dirette, il film riflette sulla libertà di stampa e sulla capacità del giornalismo di resistere alle interferenze del potere politico.
Giovedì 5 novembre, alle 18, sarà la volta di Hungry (96’, Austria, 2026) di Susanne Brandstaetter. In un mondo ormai privo di esseri umani, una misteriosa entità indaga sulle le ragioni che hanno portato alla scomparsa dell’umanità, con l’aiuto delle testimonianze di alcuni scienziati. Quella che inizialmente appare come un’indagine sulla crisi ambientale si trasforma progressivamente in una riflessione sulle connessioni tra sfruttamento delle risorse, insicurezza alimentare, trasformazioni del lavoro e declino delle istituzioni democratiche. Un racconto che intreccia scienza, economia e politica, interrogandosi sulle conseguenze di un sistema di sviluppo fondato sullo sfruttamento.
Completa la rassegna venerdì 6 novembre, sempre alle 18, Techplomacy (94’, Danimarca, 2026) di Susanne Kovacs. Protagonista è Anne Marie Engtoft Meldgaard, nominata a soli 33 anni ambasciatrice danese per la tecnologia, con il compito di confrontarsi con alcune delle più potenti aziende tecnologiche del mondo. Dalla Silicon Valley alle Nazioni Unite, il documentario segue il suo impegno per promuovere la regolamentazione delle piattaforme digitali e la tutela dei diritti fondamentali, in uno scenario segnato dall’espansione dell’intelligenza artificiale, dalla disinformazione e dalle tensioni tra interessi economici e valori democratici. Un viaggio nel mondo della diplomazia tecnologica che pone una domanda centrale: chi stabilisce le regole del nostro futuro digitale?
Il 67° Festival dei Popoli è realizzato grazie al contributo di Europa Creativa Media, MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze, Fondazione Sistema Toscana – 50 Giorni di Cinema a Firenze, Calliope Arts, Publiacqua, con il Patrocinio del Comune di Firenze.