Si è tenuta il 25 giugno nella cornice dell’ arena estiva Apriti Cinema di Piazza de’ Pitti a Firenze, la premiazione che ha svelato i vincitori del Bando Claudio Carabba 2026 per le migliori recensioni scritte da studentesse e studenti e dedicato al giornalista e critico cinematografico fiorentino
Il Sindacato Critici Cinematografici Gruppo Toscano (SNCCI) insieme a cinema Spazio Alfieri Firenze e FST Lanterne Magiche, con il sostegno di Unicoop Firenze ha premiato le migliori quattro recensioni cinematografiche scritte dagli studenti che hanno partecipato alla quinta edizione del Premio Claudio Carabba.
Grazie al sostegno del Piano Nazionale Cinema per la Scuola, Lanterne Magiche da anni contribuisce al Premio Carabba offrendo cinque giorni da inviati alla Mostra del Cinema di Venezia, che includono viaggio, vitto e alloggio e la possibilità di accedere alle proiezioni in programma con l’accredito studenti.
Sette i titoli proposti dalla rassegna Scelti dalla Critica, che i ragazzi hanno avuto modo di vedere gratuitamente al cinema Spazio Alfieri di Firenze, da febbraio ad aprile: Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson; Un semplice incidente di Jafar Panahi; La febbre dell’oro di Charlie Chaplin; After the Hunt – Dopo la caccia di Luca Guadagnino; Giovani madri di Jean-Pierre e Luc Dardenne; Bugonia di Yorgos Lanthimos e Orfeo di Virgilio Villoresi.
I vincitori e vincitrici e la giuria del Premio Carabba

La giuria della quinta edizione del Premio, composta dai figli del giornalista Enzo Fileno e Carlo Carabba, Marco Luceri, Gabriele Rizza e Luigi Nepi del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici (gruppo Toscana), Elisa Salvadori responsabile del programma di educazione al linguaggio filmico e audiovisivo Lanterne Magiche (FST) e Sveva Fedeli ha stabilito i seguenti vincitori.
Categoria Studenti Universitari
Stella Celati, iscritta a Scienze dello Spettacolo di Firenze che ha recensito Orfeo diretto dal regista fiorentino Virgilio Villoresi.
“Ci hanno sempre mentito: amare non è toccare, ma sfiorare; non è esperire, ma idealizzare. Ma soprattutto, è saper lasciare andare. Ce lo illustra scrupolosamente Orfeo (2025, Virgilio Villoresi), un lungometraggio ispirato a “Poema a fumetti” di Dino Buzzati, nonché rielaborazione in chiave moderna del famoso mito ovidiano di Orfeo e Euridice. È un film che non si limita a narrare una storia, ma la dissolve, per poi ricomporla in un’alternanza tra sogno e realtà, dimensioni che si intersecano continuamente.” scrive Stella sul film da lei scelto.
Categoria studenti di secondaria di II grado
Carlo Niccolai, anche lui ha recensito Orfeo, Maria Teresa Liò che ha scritto su Un semplice incidente di Jafar Panahi, entrambi studenti del Liceo Scientifico Rodolico di Firenze e Bernardo Vanni del Liceo Scientifico Agnoletti di Sesto Fiorentino, che ha scelto per la sua recensione Bugonia, diretto da Yorgos Lanthimos.
Premiato con una menzione speciale Lorenzo Sclano del Polo Bianciardi di Grosseto che ha recensito ben tre film (Bugonia, Una battaglia dopo l’altra e After the hunt) che potrà partecipare come ospite alla Festa del Cinema di Mare a Castiglione della Pescaia.
“C’è un tipo di cinema che non cerca il realismo, ma la trance. “Orfeo” appartiene precisamente a questa categoria: un’opera che rifiuta la narrazione convenzionale per trasformarsi in esperienza visiva, rituale poetico, attraversamento simbolico del lutto e della memoria. Ispirandosi liberamente a ”Poema a fumetti” di Dino Buzzati, il regista Virgilio Villoresi realizza un film che sembra provenire da un’altra epoca cinematografica e, allo stesso tempo, da un altrove mentale: un cinema artigianale, costruito con ombre, miniature, stop motion, pellicola 16mm e illusioni ottiche che restituiscono allo spettatore la sensazione concreta del sogno.” Scrive Carlo.
Queste alcune delle parole di Maria Teresa: “Nel cinema di Panahi, il monito di Dante Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza smette di essere un’aspirazione poetica per tramutarsi in denuncia contro la brutalità di un sistema che svuota l’uomo della sua capacità di riconoscersi come tale. Un semplice incidente non mette in scena una tradizionale opposizione politica, ma compie uno scavo psicologico sulla natura dei totalitarismi, mostrando come la violenza devasti l’individuo. “
Di Bernardo ha colpito questa riflessione: “Muovendosi nel solco della trama originale, la pellicola viene elevata dal tocco inconfondibile del regista greco, capace di creare una commistione brillante tra la visceralità e l’imprevedibilità caratteristiche del cinema coreano e lo stile surreale e provocatorio tipico della propria regia, stabilendo un netto sorpasso qualitativo rispetto all’originale.”
Tanti gli studenti delle superiori, da tutta la Toscana, che si sono iscritti e che hanno partecipato inviando le loro recensioni dall’IIS Cellini e dal Liceo Classico Michelangiolo di Firenze, ma anche dalla Leonardo Da Vinci di Prato e dal Liceo Franco Russoli di Pisa, segno importante di come la diffusione dell’educazione all’immagine nelle scuole, grazie a realtà come Lanterne Magiche – La Scuola con il Cinema, sia per le nuove generazioni motore di interesse ed esperienza anche in ambito cinematografico.
Tutti gli studenti che hanno partecipato alla cerimonia di premiazione hanno ricevuto dei biglietti di ingresso gratuiti per il Cinema La Compagnia di Firenze. Un omaggio volto a sottolineare quanto sia importante la frequentazione della sala cinematografica, soprattutto per le giovani generazioni di cinefili.